Messa in archivio l’edizione NextGen 2023, scorriamo la classifica per evidenziare i giovani più interessanti, che si contenderanno le Finals il prossimo anno

Nella scorsa settimana l’Arabia Saudita ha ospitato le NextGen Finals, vinte dal serbo Medjedovic, classe 2003. Ma chi sono gli esponenti delle leve tennistiche successive, quelli che vedremo in azione nelle NextGen del 2024 o ’25? Ecco un quadro dei (molto) giovani di cui tra poco sentiremo parlare nel circuito maggiore, considerando quelli nati dal 2005 in poi.

TRE NEI TOP 200
Cominciamo dai tre giocatori classificati tra i primi duecento della classifica Atp. Si parte con Dino PRIZMIC, numero 162, nato il 5 agosto del 2005, cresciuto nel Tennis Club di Spalato, quello che ha visto nascere campioni come Pilic, Franulovic, Ancic, soprattutto Ivanisevic. Prizmic ha chiuso la sua carriera junior vincendo l’Open di Francia, primo croato a riuscirci dai tempi di Cilic (2005). Potente e preciso, si ispira ad Alcaraz. Ad agosto ha vinto il suo primo Challenger sulla terra di Banja Luka, a Stoccolma ha superato le qualificazioni e poi ha battuto al primo turno Lehecka. Due posti più giù troviamo il ceco Jakub MENSIK (primo settembre 2005), che abbiamo scoperto agli ultimi Us Open, dove si è issato fino al terzo turno superando le qualificazioni (al primo turno fece fuori Fognini 1-6 6-1 6-1) e poi i francesi Barrere e Droguet. A suo agio soprattutto sui campi veloci, ha vinto un Challenger a Praga, ha superato Lajovic in Coppa Davis, ha sconfitto gente come Shevchenko, Cobolli, Medjedovic. Per tenersi… basso, si ispira a Djokovic. Al numero 185 ecco il cinese Juncheng SHANG, primo 2005 a vincere un incontro di uno Siam, agli open d’Australia contro il tedesco Otte. Numero 1 junior nel 2021, Shang ha alternato quest’anno i tornei Challenger con le qualificazioni del circuito Atp. Figlio di un ex calciatore e di una atleta di tennistavolo, mancino dal dritto pesante, è arrivato fino agli ottavi di finale a Washington, ha superato Shelton (due volte), Maroszan, Goffin. Si allena all’accademia di Bradenton, dove ha stregato un certo Marcelo Rios.

STATI UNITI D’ASIA
Tra gli altri diciottenni, meritano una segnalazione il belga Alexander BLOCKX, numero 348, vincitore degli ultimi Australian Open junior e di due tornei Itf; lo svizzero Kilian FELDBAUSCH, numero 439, che un anno fa è stato il primo svizzero ad arrivare alle semifinali di Melbourne dopo Roger Federer, che non a caso gli ha regalato in tempi recenti qualche consiglio sul gioco; gli statunitensi Learner TIEN, numero 450, nato il 2 dicembre 2005 da genitori vietnamiti, finalista in Australia e agli Us Open, vincitore di tre tornei Itf, e il numero 453 Nishesh BASAVAREDDY, che abbiamo visto alle Finals di Torino scambiarsi mazzate con Sinner. Genitori arrivati dall’India nel 1999, l’immagine di Djokovic nel suo profilo whatsapp, Nishesh ha battuto Shelbayk e due volte Steve Johnson, ex 21 Atp; infine il messicano Rodrigo PACHECO MENDEZ, numero 688, campione 2023 al Bonfiglio, una vittoria in Davis sul cinese Sun.

IL PRIMATO DI LANDALUCE
Eccoci ora ai diciassettenni terribili: il primo in classifica, al numero 311, è il francese Gabriel DEBRU, che diventerà maggiorenne il 21 di questo mese. A luglio, sulla terra battuta di Gubbio, ha vinto – superando Federico Arnaboldi – il suo primo torneo “vero”, nel circuito Itf, poi ha perso in finale (dal tedesco Moelleker) nel Challenger di Praga, partendo dalle qualificazioni. Campione junior al Roland Garros nel 2022, saprà resistere alle pressioni di chi vede in lui il nuovo campione che la Francia aspetta da tempo? Al numero 448 c’è Martin LANDALUCE, l’unico 2006 tra i primi cinquecento del mondo, che compirà 18 anni l’8 gennaio. Atleta dal tennis esplosivo – più simile a Zverev che ad Alcaraz – a suo agio sulla terra come sull’erba, di lui si parla molto bene da tempo. In attesa dei primi importanti risultati, ha già giocato quest’anno con i “grandi” a Madrid e Barcellona.

LE BOMBE DI SEARLE
Tra gli altri 2006 sono da ricordare Henry SEARLE, numero 913, che ha vinto a Wimbledon (primo britannico dai tempi di Stanley Matthews, nel 1962), senza perdere un set e capace di scagliare in finale un servizio a 215 chilometri l’ora, poi l’austriaco Joel SCHWAERZLER, numero 1143, vincitore delle Finals juniores, allenato da Jurgen Melzer, e soprattutto il brasiliano Joao FONSECA, 722º in classifica (ma numero 1 tra gli junior), 17 anni compiuti il primo agosto. Ha trionfato a Flushing Meadows mentre ad aprile è stato il primo sedicenne a raggiungere i quarti di un torneo Challenger, a Florianopolis, dove ha battuto il connazionale Seyboth Wilde.

CARBONI, CINA E GLI AZZURRI
E gli italiani? Il primo Under 19 nel ranking Atp è Lorenzo CARBONI (690º), sardo di Alghero, dove è nato il 27 febbraio del 2006. Si allena a Bordighera da Piatti ed è seguito da Gianluigi Quinzi, con l’obiettivo di diventare il primo giocatore della sua regione ad entrare in Top100. Più conosciuto è Federico CINA’, classe 2007 (numero 894), quest’anno semifinalista a New York e in campo nelle Finals, oltre che protagonista nella Coppa Davis junior, che abbiamo perso in finale contro la Repubblica Ceca di KUMSTAT e MRVA, anche loro sedicenni. Palermitano, figlio di Francesco, lo storico coach di Roberta Vinci, Federico è il più giovane della Top Ten junior, dove occupa il 9º posto. Altri 2007 da tenere d’occhio, i nazionali Andrea DE MARCHI e Matteo SCIAHBASI.