Rafa ha un inizio difficile contro Facundo Bagnis, poi non gli concede più nulla: “E’ bastato giocargli sul dritto per cambiare la dinamica del match”. Per lui è la vittoria numero 200 in uno Slam. L’incredulità verso chi non vuole giocare le Olimpiadi e il silenzio sull’argomento doping. “Ho già detto tutto quello che dovevo”.

Affascina la lotta a distanza tra Novak Djokovic e Rafael Nadal. A inizio torneo, le gerarchie sembravano chiare. Djokovic davanti a tutti, Nadal e Murray primi inseguitori. Le prime giornate del Roland Garros, tuttavia, hanno leggermente cambiato la percezione. Quello che sta giocando meglio è Rafa Nadal. Murray ha lottato cinque set per battere Stepanek e Bourgues, mentre Djokovic non sta esaltando. Contro Darcis ha incontrato qualche difficoltà in più del dovuto. Al contrario, Nadal sta maciullando i suoi avversari. Sam Groth era avversario semplice, almeno sulla terra (ma Rafa ha trovato il modo di infilare uno dei migliori tweener mai giocati), mentre Facundo Bagnis è entrato in campo con la giusta spavalderia. A suo agio in un palcoscenico sconosciuto, ha messo in difficoltà Nadal nelle primissime fasi. 2-0 per lui, palla del 3-0 con doppio break. Poi è cambiato tutto. Dopo 104 minuti, lo score recitava 6-3 6-0 6-3. Non una partita come le altre, almeno per gli appassionati di numeri: è il successo numero 200 per Rafa in un torneo del Grande Slam. “Non lo sapevo neanche – ha detto Rafa – grazie per avermelo ricordato. Tuttavia, credo che il passaggio del turno sia più importante rispetto alla vittoria numero 200”. Allora è stato il momento di ricordare il passato, il suo primo Slam (e la sua prima vittoria). Non c’è stato bisogno di aiutarlo: 2003, Wimbledon, contro Mario Ancic. “Fu un ottimo successo, anche perché qualche mese prima di eravamo affrontati un in challenger ad Amburgo e aveva vinto lui, piuttosto nettamente”.

E’ interessante ascoltare Nadal perché esprime i suoi pensieri con un linguaggio semplice. Ad esempio, quando gli hanno chiesto se affrontare un mancino richiede qualche cambiamento. “Qualcosa sì, ma niente di pazzo. Ad esempio, nei primi game ho esagerato nel cercare il rovescio del mio avversario. Poi appena ho iniziato a spingere sul dritto, è completamente cambiata la dinamica del match. Qualche aggiustamento deve essere fatto”. E poi, una riflessione sulle Olimpiadi. Alcuni giocatori hanno scelto di non giocarle, scatenando la sostanziale incredulità di Nadal. “E’ difficile trovare un motivo per rinunciare alle Olimpiadi. Per carità, ognuno fa quel che vuole, ma le Olimpiadi sono l’evento sportivo più grande del mondo. E se rinunci a un evento del genere, non capisco dove trovi le motivazioni per tutto il resto. Per me è stato duro dover rinunciare alle Olimpiadi di Londra, quindi non capisco chi non vuole giocare le Olimpiadi”. Nadal ha vinto la medaglia d’oro a Pechino 2008 e quest’anno avrà la soddisfazione di portare la bandiera della Spagna alla cerimonia inaugurale di Rio 2016. Quando è stato il momento di parlare in spagnolo, ha preferito non rispondere a una domanda sui controlli antidoping. La sua opinione sulla vicenda è nota, specie dopo la querela a Roselyn Bachelot: vorrebbe che i risultati dei test fossero resi pubblici dall’ITF. “Penso che tu volessi discutere con l’ITF sul doping…”, gli hanno chiesto. “Mi spiace ma non voglio parlarne. Ho detto tutto quello che avevo bisogno di dire. Adesso voglio pensare solo al tennis, non ai test antidoping. Ho sempre detto chiaramente quello che penso. Ho sempre detto che devono essere resi pubblici. Ma adesso, sapete una cosa? Il mio unico problema è il Roland Garros”. Il suo prossimo impegno, tuttavia, non dovrebbe rappresentare – appunto – un problema: contro Marcel Granollers ha vinto quattro volte su quattro, senza mai perdere un set. E sulla terra battuta, il catalano ha raccolto sette game in quattro set.


Rafael Nadal (SPA) b. Facundo Bagnis (ARG) 6-2 6-0 6-3