Dominio dei migliori a Monte Carlo: sette dei primi otto volano nei quarti. Manca solo Berdych, sofferente alla schiena. A alcune partite sono sembrate sparatorie.

Di Riccardo Bisti – 17 aprile 2014

 

Impressionante. Raramente si era visto un dominio del genere da parte dei più forti. Hanno raggiunto i quarti a Monte Carlo sette dei primi otto del tabellone (manca solo Tomas Berdych). Qualcuno ha lasciato per strada qualcosa, ma si tratta dei meno accreditati per il successo. I cinque più forti (Djokovic, Nadal, Federer, Ferrer e Wawrinka) sono giunti nei quarti con una facilità impressionante. Messi insieme, hanno perso la miseria di 30 game in 18 set. Un dominio devastante che cancella la sensazione di un tennis più aperto, accesa dal successo di Stanislas Wawrinka all’Australian Open. In realtà sembra esserci un solco sempre più importante tra i primi della classe e tutti gli altri. Forse non esistono più i Fab Four, nel senso che il club si è allargato a qualche nome in più, ma il concetto è lo stesso. Nel tennis non sembra esserci spazio per le sorprese. E l’impressionante dato sui Masters 1000 (34 degli ultimi 36 sono stati vinti da quattro giocatori) radica ancor di più la convinzione. Inevitabilmente si torna a fare paragoni con il tennis femminile. Fino a qualche anno fa, si diceva che i tornei rosa iniziassero a partire dalle semifinali, magari dai quarti. Oggi – anche se il livello non è sempre eccezionale – il circuito WTA offre una grande imprevedibilità. C’è spazio per nomi nuovi (Bouchard, Stephens, persino bambine come la Bencic) ed anche per sorprese assolute come Flavia Pennetta, splendida vincitrice a Indian Wells. Tra gli uomini no, è come se ci fosse un ponte levatoio che separa il castello dei big dal resto del paesaggio.
 
FEDERER SI SVEGLIA DAL TORPORE
Hanno impressionato Federer, Djokovic e Nadal. Lo svizzero ha sofferto per una ventina di minuti contro l’imprevedibile Lukas Rosol. Con il suo tennis schizofrenico, il ceco è salito addirittura 4-2 nel primo set, ma tanto è bastato per togliere Federer dal torpore. Roger si è aggiudicato 10 dei successivi 11 game e ha centrato un posto nei quarti, dove se la vedrà con Jo Wilfried Tsonga. Grande occasione per prendersi la rivincita della sconfitta dello scorso anno al Roland Garros. Non gli è mai andata giù, soprattutto per il modo in cui era maturata: tre set a zero, senza alcuna chance. E parte favorito, anche perché Tsonga è l’unico top-8 ad essere giunto nei quarti con due vittorie in tre set. In effetti, non avrebbe nemmeno dovuto esserci, visto che è entrato nell’elite soltanto grazie al forfait di Richard Gasquet (il cui infortunio è più grave del previsto: si sta sottoponendo a infiltrazioni e spera di non mettere a rischio il Roland Garros). Partirà nettamente favorito anche Rafael Nadal, che pesca l’eterno rivale David Ferrer nel replay della finale di tre anni fa. Rafael non ha avuto problemi contro Andreas Seppi, già bravo a issarsi negli ottavi. L’azzurro ha ceduto con un onorevole 6-1 6-3, ma non c’è mai stata partita. Nadal ha trasformato tutte le cinque palle break avute, e ha conquistato l'82% dei punti con la prima palla. Andreas è stato bravo nel secondo, quando si è avvicinato fino al 3-4 grazie all’unico break, ma poi ha ceduto gli ultimi due game.
 
DJOKOVIC ILLEGALE
“Oggi ho giocato un po’ meglio rispetto a ieri – ha detto Nadal – ho tenuto un buon livello per lunghi tratti, cambiando spesso direzione con la giusta intensità. Sul 4-1 nel secondo mi sono un po’ bloccato di gambe. Seppi colpisce la palla in anticipo, quindi se non gli togli il tempo puoi andare in difficoltà. Ma mi sono ripreso quasi subito”. Quella contro Andreas è stata la vittoria numero 300 di Nadal sulla terra battuta, a fronte di appena 21 sconfitte. Ventuno come le batoste inflitte a David Ferrer, suo avversario nei quarti. L’ultimo scontro diretto, una mattanza, è stata la finale dell’ultimo Roland Garros. “David è un giocatore molto duro su tutte le superfici, ma sulla terra è sempre una grande sfida. Abbiamo giocato tante partite, alcune molto dure. Se non sei al top è dura vincere”. Sembra crederci davvero, ma tutti sanno che soltanto un miracolo potrebbe impedirgli di accedere in semifinale. E ci vuole più di un miracolo per fermare la corsa inarrestabile di Novak Djokovic, il cui rendimento fa paura. Dopo il 6-1 6-0 a Montanes, ha rifilato un terribile 6-0 6-1 a Pablo Carreno Busta. Un massacro in termini di intensità e crudeltà. Anche quando il match era chiaramente indirizzato, ha continuato a spingere con una grande intensità. Come se ne avesse bisogno, anche la sorte ha deciso di dargli una mano: nei quarti, anziché Tomas Berdych, se la vedrà con Guillermo Garcia Lopez, reduce dal successo a Casablanca e bravo ad approfittare dei problemi fisici del ceco. Avanti 6-4 3-3, Berdych ha iniziato a soffrire alla schiena e ha mollato di colpo nel terzo set. Un risultato sorprendente che però non cambia di una virgola la sensazione di dominio dei più forti. E di un tennis sempre più prevedibile, anche sulla terra battuta. Siamo sicuri che sia un bene?

MASTERS 1000 MONTE CARLO – OTTAVI DI FINALE
Rafael Nadal (SPA) b. Andreas Seppi (ITA) 6-1 6-3
David Ferrer (SPA) b. Grigor Dimitrov (BUL) 6-4 6-2
Stanislas Wawrinka (SUI) b. Nicolas Almagro (SPA) ritiro
Milos Raonic (CAN) b. Tommy Robredo (SPA) 6-4 6-3
Jo Wilfried Tsonga (FRA) b. Fabio Fognini (ITA) 5-7 6-3 6-0
Roger Federer (SUI) b. Lukas Rosol (CZE) 6-4 6-1
Guillermo Garcia Lopez (SPA) b. Tomas Berdych (CZE) 4-6 6-3 6-1
Novak Djokovic (SRB) vs. Pablo Carreno Busta (SPA) 6-0 6-1