I 5 giocatori da seguire nel 2012: Del Potro che cercherà di tornare ad alti livelli, Fabio Fognini e i giovani Raonic, Tomic e Carreno Busta…

di Daniele Rossi – foto Getty Images

 

 

Il 2012 sarà un anno particolare per il tennis, specialmente per la presenza del torneo olimpico che potrà destabilizzare calendario, programmazione e anche il destino di qualche tennista. Oggi vogliamo focalizzarci su 5 giocatori, che pensiamo potranno essere i protagonisti dell'anno prossimo e che potrebbero piazzare qualche colpo a sorpresa. Ovviamente abbiamo trascurato i soliti big, di cui abbiamo già parlato in abbondanza.

 

1) Juan Martin Del Potro

Dopo un 2009 straordinario, negli ultimi due anni Palito si è perso. Un infortunio al polso e anche qualche problema "off court" hanno condizionato la carriera dell'argentino, che dopo la vittoria agli Us Open due anni fa, sembrava proiettato verso l'olimpo. Il 2010 l'ha praticamente vissuto sul divano di casa, mentre il 2011 lo ha visto andare molto a corrente alterna. L'allievo di Franco Davin non ha nascosto la sua delusione per non essere riuscito a tornare prontamente in Top 10, ma l'undicesima posizione nel ranking e i due titoli a Delray Beach ed Estoril, sono stati segnali importanti della sua voglia di vincere e della sua versatilità su tutte le superfici. Ha bucato negli Slam, particolarmente grave la sconfitta a New York contro Simon, ma nella finale di Coppa Davis ha dato spettacolo e battaglia, praticamente da solo, all'armata spagnola. Giocare contro Ferrer e Nadal sulla terra in Coppa Davis è forse una delle prove più difficili che si possa immaginare nel tennis moderno, ma Delpo è andato vicino alla vittoria in entrambe le occasioni. Praticamente nessuno (eccetto Djokovic) era mai riuscito a mettere sotto Rafa sulla terra come ha fatto Del Potro nel primo set. Poi il maiorchino è risalito di tono e, sospinto dal pubblico amico, ha chiuso in quattro parziali, ma l'impressione è stata che un Del Potro al massimo della forma, con quel diritto micidiale e con quel servizio imprendibile, possa battere chiunque su qualunque superficie. Il 2012 sarà l'anno della verità, in cui dovrà dimostrare di non essere stato solo una meteora, di poter competere con continuità con i soliti "Fab Four", senza alibi di infortuni.

 

2) Milos Raonic

Il bombardiere canadese è stato il giovane che durante il 2011 ha fatto più progressi. E' partito dalla 156° posizione, transitando per la 25° e chiudendo da numero 31. Gli ottavi di finale agli Australian Open e la vittoria al torneo di San Jose, gli hanno schiuso le porte del grande tennis. Poi il brutto infortunio all'anca a Wimbledon, che lo ha bloccato praticamente per quattro mesi e che gli ha tarpato le ali nel momento del decollo. Un finale di stagione sottotono, non deve però far dimenticare quello che è stato in grado di fare Milos nei primi mesi dell'anno. Servizio devastante, diritto letale e un'ottima attitudine al gioco di volo, sono le armi di Raonic, che deve ancora migliorare nel rovescio e nella mobilità. Quello che ha sorpreso del canadese è stato anche l'atteggiamento da veterano in campo: nonostante i soli 20 anni (21 tra pochi giorni), Milos ha dimostrato una maturità e una solidità mentale, davvero rara per i suoi coetanei. Se affina qualche piccolo difetto e se recupera pienamente dall'infortunio, può diventare un campione. Dopo essersi fatto le ossa quest'anno, il 2012 potrebbe essere il momento della sua esplosione.

 

3) Bernard Tomic

Impossibile non mettere l'australiano nei prospetti da tenere d'occhio. Assieme a Raonic, Bernie nel 2011 ha fatto grandi progressi, realizzando finalmente quelle potenzialità finora inespresse. Tomic ha iniziato l'anno da numero 208 per finire in 42° posizione. L'australiano ha trovato difficile esprimersi ad alti livelli con continuità, ma i quarti di finale a Wimbledon (partendo dalle qualificazioni) non possono essere un caso. Dice che il suo idolo è Pete Sampras, ma il suo gioco ricorda da vicino quello di Novak Djokovic. Bernie deve cercare di "appesantire" i suoi colpi e gestire meglio la tattica di un match se vuole fare il salto di qualità, ma ad appena 19 anni, ha tutto il tempo di crescere. Da smussare anche qualche angolo troppo appuntito di un carattere molto fumantino e abbastanza spocchioso, possibile ostacolo verso una completa maturazione, così come la presenza del discusso padre-coach John. In ogni caso le qualità tecniche sono indiscutibili e non è difficile immaginare Tomic protagonista di qualche clamoroso exploit nel 2012.

 

4) Fabio Fognini

Perchè noi ci crediamo. Perchè come spacca la palla Fabio e per come fa viaggiare i suoi colpi, non possiamo pensare che il best ranking della "Fogna" possa essere il numero 32 (raggiunto a giugno). La perla parigina e le semifinali a Umago e Santiago, possono essere il trampolino di lancio verso risultati più importanti, che sono nelle corde del gioco del ligure. Essersi affidato a José Perlas, ex coach di Ferrero, Moya, Costa e Almagro, è già un segnale importante della volontà di crescita di Fabio, che l'anno prossimo dovrà cercare di accumulare punti nella prima parte di stagione, dove ha pochissimo da difendere, prima della scadenza della maxi-cambiale Roland Garros. A 25 anni Fognini ha tutto per compiere quell'agognato salto di qualità, che dovrà per forza passare dal servizio fino ad arrivare ad una solidità mentale che gli consenta di giocare un match e non solo una serie di colpi. In più ci sarà un appuntamento irrinunciabile, ovvero le Olimpiadi. Se nel singolare la strada sembra chiusa, nel doppio possiamo covare, con cognizione di causa, sogni di medaglia. Fabio e Simone Bolelli quest'anno hanno costituito una coppia forte ad affidabile, capace di arrivare anche in semifinale agli Us Open. Importanti risultati nel doppio potrebbero anche fungere da trampolino di lancio per un miglioramente anche nel singolare, come è stato per esempio per Flavia Pennetta.

Noi ci crediamo Fabio, e tu?

 

5) Pablo Carreno-Busta

Forse questo nome non vi dirà ancora nulla, ma Pablo è l'ennesimo promettente prodotto di quella cornucopia di giocatori che è la scuola spagnola. Il 20enne di Gijon, quest'anno ha scalato più di 200 posizioni in classifica, passando dalla numero 344 alla 136. Ha vinto quattro Futures in Spagna e due Challenger in Italia, ad Alessandria e Como, tutti sulla terra battuta. Data la provenienza, il mattone tritato rappresenta la ovvia superficie preferita di Carreno-Busta, che è comunque in possesso di un tennis completo che può adattarsi a tutti i campi. Finora ha giocato solo un match a livello Atp, perdendo, a Stoccolma, ma gli esperti affermano che il ragazzo ha testa e tennis per emergere ad alto livello. Tenetelo d'occhio, noi vi abbiamo avvertito.

 


 

© 2011 Il Tennis Italiano