Annunciato il calendario ATP 2014: non cambia nulla! Solo i cambiamenti annunciati e il ripristino della pausa tra Bercy e il Masters. Ma non doveva essere una rivoluzione?
Il torneo ATP di San Paolo sarà schiacciato dai 500 di Dubai e Acapulco
 
Di Riccardo Bisti – 22 gennaio 2013

 
Una piccola news, immersa nel mare di notizie sull’Australian Open, ha ufficializzato il calendario ATP del 2014. Se ne parlava da mesi, si pensava a chissà quale rivoluzione. Ci eravamo preparati a cambiamenti epocali. Invece il mare di chiacchiere non è giunto ad alcuna conclusione ed il calendario è praticamente uguale a quello del 2013, con solo alcuni spostamenti, peraltro già annunciati. L’unica novità – che non intacca minimamente il resto – è la reintroduzione di una settimana di pausa tra il Masters 1000 di Parigi Bercy e le ATP World Tour Finals. Lo spazio era stato eliminato lo scorso anno per garantire una offseason più lunga, ma è stato un fallimento su tutta la linea. Tra assenze e sconfitte a sorpresa, il torneo di Bercy è stato il peggior Masters 1000 stagionale, con la finale tra David Ferrer e Jerzy Janowicz. Con Ferrer ancora impegnato a Bercy, le cerimonie ufficiali delle ATP Finals sono risultate “zoppe”, con un giocatore in meno. E allora l’anno prossimo tornerà la settimana di riposo, senza peraltro toccare il calendario. Semplicemente, le ATP World Tour Finals scaleranno di una settimana. Con buona pace di chi le giocherà e vorrebbe più tempo per riposarsi. Senza contare gli otto giocatori che parteciperanno alla finale di Coppa Davis, slittata dal 21 al 23 novembre. Niente rivoluzione, insomma: si va avanti così, con un equilibrio (precario) che non piace a nessuno ma evidentemente non scontenta troppo. Accontentare le esigenze di giocatori e tornei, in effetti, era un’impresa titanica. E allora hanno optato per una soluzione degna della vecchia DC.
 
Niente Parigi Bercy spostato a febbraio, e nessun cambio per la Gira Sudamericana sulla terra battuta. Si era ventilato uno spostamento in massa dei tornei tra novembre e dicembre, per lasciare spazio all’indoor europeo. Ma i giocatori si sono ribellati e non ne hanno voluto sapere. I tornei sudamericani a dicembre, in piena offseason, avrebbero attratto soltanto i peones e gente bisognosa di punti, non certo i top-players. I giocatori l’hanno avuta vinta su un altro punto: i tornei sudamericani restano sulla terra battuta, dopo che da anni si paventava di un possibile passaggio al cemento. Acapulco si è staccato definitivamente dagli altri, scegliendo il cemento e diventando il prologo naturale al Masters 1000 di Indian Wells (chissà come saranno contenti gli sceicchi di Dubai…). In fondo, la geografia insegna che il Messico si trova in Nord America…I latinos si consolano con l’arrivo dell’ATP 500 di Rio de Janeiro, che prende il posto di Memphis e garantirà il medesimo bottino di punti. Ecco come cambierà la Gira Sudamericana: oggi si giocano Vina del Mar, San Paolo, Buenos Aires e Acapulco. Dall’anno prossimo, subito dopo il primo turno di Davis, si giocheranno Vina del Mar, Buenos Aires, Rio de Janeiro e San Paolo. A naso, il più penalizzato è quest’ultimo. Nel 2013 avranno Rafa Nadal, ma l’anno prossimo potrebbero essere schiacciati dalla concorrenza di Dubai e Acapulco. Rischiano di avere un tabellone degno di un challenger. Sgretolata anche la vecchia stagione americana indoor. Morti e sepolti i campionati dela California (prima San Francisco, oggi San Josè), restano con il solo Memphis che perde lo status di 500 a favore di Rio de Janeiro e va ad occupare la data di San Josè. Scala di una settimana Delray Beach, per dare l’illusione di continuità. Con un piccolo dettaglio: il torneo della Florida si gioca all’aperto.
 
Il resto del calendario ricalcherà il 2013, con la sola eccezione della settimana di pausa tra Bercy e il Masters. Potrebbero esserci novità nel 2015, quando Wimbledon si allontanerà dal Roland Garros, dando tre settimane tra la finale parigina e i primi turni londinesi. Allora vedremo come sarà riorganizzato il mese di giugno, con alcuni tornei (su tutti Stoccarda e Amburgo) che hanno già manifestato interesse a cambiare superficie e a disputarsi sull’erba. Si giocheranno 61 tornei (Slam esclusi) in 31 paesi, sempre meno. Come per Palermo, la cui data è stata acquistata dall’ATP e poi tolta dal mercato, anche il torneo di Belgrado (il vecchio Amsterdam-Amersfoort) non sarà rimpiazzato: nella settimana precedente al Masters 1000 di Madrid, infatti, si giocherà solo a Estoril e Monaco di Baviera. In una delle sue ultime dichiarazioni da presidente ATP, il povero Brad Drewett (dimissionario perchè dovrà affrontare una durissima battaglia contro la SLA) ha detto che è stata data grande importanza alla stagione sudamericana, perchè quell’area geografica è fondamentale per lo sviluppo del tennis maschile. Neanche una parola sulle trattative che avrebbero dovuto rivoluzionare il tennis. C’è una dato che fa riflettere: nel 1994, vent’anni prima, l’ATP aveva organizzato 86 tornei (87 se consideriamo il Masters di doppio, allora separato da quello di singolare). La politica di riduzione eventi, un po’ per scelta e un po’ per necessità, sta assottigliando il calendario. Siamo sicuri che sia un bene?

IL CALENDARIO ATP 2014