Lo spagnolo tornerà a giocare il torneo britannico dopo quattro anni di assenza. “I campi sono più simili a Wimbledon e questo mi aiuterà” dice lui. Tuttavia, il regime fiscale britannico si è fatto meno pressante di qualche anno fa.  Fedele al suo stile, Rafael Nadal ha dato l’annuncio tramite un video pubblicato su Youtube. Dopo un’assenza di 4 anni, lo spagnolo tornerà a giocare il torneo ATP del Queen’s, storico evento di preparazione a Wimbledon. La sorpresa è grande perchè il rapporto tra Rafa e questo torneo sembrava definitivamente terminato nel 2011, quando annunciò che avrebbe preparato Wimbledon giocando ad Halle. Motivo? Il pesante regime fiscale britannico, che impone pesanti tassazioni agli atleti che gareggiano nel Regno Unito. Per i tennisti non c’era la sola tassazione sui prize money, ma anche sui guadagni relativi agli sponsor, compresi quelli non direttamente legati alla presenza in Gran Bretagna. Quando annunciò il temporaneo addio al torneo, Rafa fu chiaro: “Il Queen’s? Rischio di perderci soldi ogni volta che ci vado. Resto una settimana in Inghilterra e pretendono i soldi che ottengo tramite i miei sponsor. Mi sembra francamente troppo”. Rafa spiegò che tra Wimbledon, ATP World Tour Finals (nel 2012 ci sono state anche le Olimpidi, cui non prese parte per motivi fisici) la permanenza in Gran Bretagna si era fatta piuttosto complicata. Non potendo rinunciare agli altri eventi, ha sacrificato il Queen’s e siglato un accordo triennale con il torneo di Halle, Oggi, a sorpresa, giunge l’annuncio da figliol prodigo. Rafa non lo ha ammesso, ma secondo molti la sua decisione segue un rimodellamento del regime fiscale britannico, meno stringente rispetto a qualche anno fa. E così il torneo diretto da Stephen Farrow prova a riprendersi il ruolo di evento-clou dell'avvicinamento a Wimbledon, sebbene Halle possa contare sulla presenza di Roger Federer.
 
IL QUEEN'S PORTA BENE
Nadal non ha citato le ragioni fiscali della sua scelta, ma si è limitato a quelle sportive. “Il Queen’s è un grande torneo, mi sono sempre trovato bene e ci ho vissuto belle sensazioni. L’atmosfera è speciale, i campi sono incredibili e sono felice di tornare. Mi sono trovato bene anche ad Halle, ma i risultati non sono stati quelli sperati. Per questo voglio provare di nuovo con il Queen’s, dove i campi sono più simili a Wimbledon. Questo è il motivo della mia scelta”. Difficile crederci, o almeno crederci al 100%. Tuttavia, è vero che Rafa vanta ricordi migliori al Queen’s: le due volte che si è imposto nel club della Regina si è anche ripetuto a Wimbledon (2008  2010), sollevando il trofeo dei Championships. Negli ultimi tre anni, quando ha giocato (senza troppa fortuna) ad Halle, a Wimbledon ha colto brutte sconfitte contro Lukas Rosol, Steve Darcis e Nick Kyrgios. Al contrario, negli anni del Queen’s ha colto ben cinque finali a Church Road. Quest’anno, il torneo del Queen’s (al pari di Halle) avrà un prestigio e un appeal diversi. L’ATP ha portato da due a tre settimane la distanza tra Roland Garros e Wimbledon, con più tornei e l’upgrade di Queen’s ed Halle ad ATP 500. Per l’evento londinese significa un aumento di montepremi di circa un milione di dollari, oltre la certezza di avere alcuni top-10. Oltre a Nadal, ci saranno Murray, Dimitrov, Cilic, Wawrinka e l’eterno Lleyton Hewitt. Per l’australiano dovrebbe essere l’ultima partecipazione in assoluto.
 
TABELLONE A 32 GIOCATORI
Grande soddisfazione per Stephen Farrow, che ha preso il posto di Chris Kermode (attuale CEO ATP, era lui il direttore quando Nadal decise di lasciare) e dell’ex giocatore Ross Hutchins. “Rafa è uno dei più grandi tennisti di tutti i tempi, vanta una popolarità universale. Per questo, è un grande notizia riaverlo con noi. In questi anni siamo rimasti in contatto con lui ed il suo team e abbiamo sempre sperato che un giorno potesse tornare”. Quel giorno è arrivato, dando una gioia a tanti londinesi che avranno una settimana in più per ammirarlo, peraltro in un clima decisamente più rilassato rispetto a Wimbledon. Tra l’altro, il tabellone sarà ridotto da 56 a 32 giocatori. Per il torneo è una buona notizia perchè così ci sarà la garanzia di schierare i migliori già nelle prime due giornate. Resta il fatto che oggi la pressione fiscale è leggermente meno pressante rispetto a qualche anno fa, quando la Gran Bretagna era finita nella lista nera di diversi sportivi, quasi spaventati di recarsi da quelle parti. Basti pensare che persino Usain Bolt rinunciò alla tappa londinese della Diamond League. Persino a Wimbledon si era proccupato, invitando il governo a riflettere sull’argomento. Adesso la Gran Bretagna non rischia più di perdere i suoi eventi. Anzi, sembra aver ritrovato un certo appeal. E al Queen’s, come ad Halle, avranno meno paura dei forfait dell’ultim’ora: la settimana di distanza da Roland Garros sarà decisiva in questo senso.