Per un set e mezzo, Lorenzo Sonego sembra superiore a Taylor Fritz. Ma l'americano conosce l'erba meglio di lui e alza il livello nel momento del bisogno. Come se non bastasse, un piccolo problema fisico gli impedisce di lottare fino all'ultimo. Cede in quattro set, ma l'esperienza gli servirà per prendere le misure al grande tennis. In fondo, era solo il suo secondo Slam.

L'esordio di Lorenzo Sonego in un torneo del Grande Slam aveva avuto una fragranza ben diversa. Sei mesi fa, a una decina di fusi orari da qui, aveva superato le qualificazioni all'Australian Open e poi un turno nel main draw, superando Robin Haase per poi arrivare a sfidare Richard Gasquet. Oggi il torinese è sempre più vicino ai top-100 ATP, ma ha bisogno di abituarsi all'erba. Non ci aveva mai giocato prima di una settimana fa, quando si è presentato a Roehampton per le qualificazioni di Wimbledon. La sua avventura era terminata all'ultimo round, ma le nuove regole anti-furbetti, che sconsigliano ai giocatori di scendere in campo se non sono in buone condizioni, gli hanno consentito di varcare i cancelli di Church Road grazie allo status di lucky loser. Tuttavia, Lorenzo deve ancora decifrare i segreti dell'erba. Non sarà più quella di un tempo, ma conserva alcune caratteristiche che Sonego deve imparare a conoscere, e che conoscerà soltanto con il tempo. Nonostante abbia due anni in più di Taylor Fritz, suo avversario di primo turno, Sonego ha meno esperienza (oltre ad avere una moglie e un figlio in meno, ma questa è un'altra storia). Sul Campo 7, in un pomeriggio soleggiato, Sonego ha giocato benissimo per un set e mezzo, ma poi è emersa la qualità del suo avversario. Magari non sarà il fenomeno che sembrava un paio d'anni fa, però è un giocatore “vero” e conosce l'erba meglio di Sonego. Per intenderci, da junior ha raggiunto per due volte le semifinali in questo torneo (2014 e 2015).

ESPERIENZA E TOP-100 DA CONQUISTARE
Affidandosi alle sue armi principali (grinta, coraggio, voglia di lottare su ogni punto), Sonego ha gestito il match fino al 6-3 3-1, ma poi il match è cambiato da così a così. Ha avuto un piccolo problema fisico, tanto da farsi massaggiare il polpaccio destro: difficile capire quanto lo abbia influito. I numeri dicono che Lorenzo ha ceduto sei degli ultimi dodici turni di servizio. Quando non riesci ad essere competitivo con i servizio, sui prati, diventa impossibile fare match pari. Il torinese ha provato a tenere duro in avvio di quarto set, ma ha ceduto gli ultimi cinque game, quando è stato abbandonato anche dalla sua proverbiale grinta. La stagione di Sonego rimane positiva, così come l'esperienza di giocare nel main draw di Wimbledon, sia pure con un pizzico di fortuna. Il suo coach Gipo Arbino è convinto che possa entrare tra i top-100 ATP e restarci: ormai il traguardo è vicino. Ciò che gli manca sono esperienze come questa. Giocare a Wimbledon, dunque, oltre a un sostanzioso assegno, gli sta fornendo le basi che torneranno utili negli anni a venire. Perché Lorenzo ha 23 anni, ma tennisticamente è ancora più giovane. Adesso tornerà a calpestare terreni più familiari, nella speranza di portare il prima possibile la sua classifica a due cifre. Si può fare.

WIMBLEDON UOMINI – Primo Turno
Taylor Fritz (USA) b. Lorenzo Sonego (ITA) 3-6 6-3 6-2 6-2