WIMBLEDON. Roberta Vinci gioca un match al di sotto delle aspettative e cede con un doppio 6-2 a un’ottima Paszek. La sconfitta ci può stare, le modalità lasciano l’amaro in bocca.
Tamira Paszek è nei quarti a Wimbledon per il secondo anno di fila
 
Di Riccardo Bisti – 2 luglio 2012

 
Perdere contro Tamira Paszek ci poteva stare. Soprattutto contro “questa” Paszek. L’austriaca veniva da otto vittorie consecutive e alcuni episodi che profumavano di destino, come la finale di Eastbourne (dove aveva annullato cinque matchpoint alla Kerber) o il primo turno di Wimbledon, in cui ne ha cancellati due a Caroline Wozniacki. Però, sinceramente, non ci aspettavamo che questo match finisse con un doppio 6-2. Forse non era il match più importante nella carriera di Roberta Vinci, ma poco ci mancava. Professionista da 10 anni e da 31 Slam, la tarantina non aveva mai raggiunto gli ottavi. Ce l’ha fatta in questo torneo di Wimbledon, con il tabellone che le aveva dato in dote la giovane austriaca, tracagnotta ma piena di grinta e potenza. Meglio lei che Serena Williams, insomma. Invece Roberta ha giocato la peggior partita degli ultimi mesi. Bisogna dare il giusto merito alla Paszek, ma la Vinci non era lei. Si spiega con un mix di fattori il 6-2 6-2 che in un’oretta ha spedito l’austriaca tra le prime otto per il secondo anno consecutivo. Sotto gli occhi di Corrado Barazzutti e di Sara Errani (seduta accanto a coach Francesco Cinà), Roberta è partita contratta, piena di paura, come se avesse paura del palcoscenico e dell’avversaria. Il disegno tattico era giusto, ma l’applicazione era deficitaria. In due set, Roberta si è presentata a rete 25 volte ma ha portato a casa solo 11 punti. Non è normale. Come non è normale una percentuale di trasformazione al servizio inferiore al 50% con la prima e del 32% con la seconda. Numeri impietosi.
 
Pronti, via, 4-0 Paszek. La Vinci ha provato a tornare in partita nel cuore del secondo set, quando si è riportata sul 2-4 e ha avuto una chance per il 3-4. Bisogna però dare atto alla Paszek di aver alzato il livello nel momento del bisogno. Pur rischiando su ogni palla, ha chiuso con un bilancio di 19 colpi vincenti e 11 errori. La sua palla era pesante e veloce, mettendo in difficoltà gli spostamenti di una Vinci non proprio reattiva negli spostamenti laterali. Dopo il naturale 6-2, Roberta ha tenuto il primo game del secondo e ha avuto una chance per salire 2-0. Persa quella, il match si è incanalato dalla parte della Paszek fino al 5-2. Nell’ultimo game, giocando in scioltezza, la Vinci è salita 15-40 (ha addirittura giocato un passante di rovescio in topspin!) ma il linguaggio del corpo era perdente, arrendevole. Pochi minuti dopo, Tamira alzava le braccia al cielo per la nona volta consecutiva e già pensava ai quarti contro Azarenka o Ivanovic. C’è un po’ di rimpianto, non tanto per le sconfitta, quanto per la sensazione di non essersela giocata fino in fondo. Non sappiamo se le ricapiterà un’occasione del genere.