Andreas ritrova il successo dopo quattro sconfitte di fila al primo turno, battendo Pablo Cuevas in due set. Troverà Federer per la quarta volta. Fognini invece si arrende a Tomic e conferma quanto detto a Valencia: le pile sono esaurite. Bye bye Top-20 a fine anno.Cinquantanove giorni possono bastare. Tanto era passato dall’ultima vittoria di Andreas Seppi nel circuito, raccolta allo Us Open contro Teymuraz Gabashvili. Da allora, l’azzurro aveva raccolto cinque sconfitte consecutive, le ultime quattro al primo turno, ma la sua striscia negativa è finalmente alle spalle. L’altoatesino è tornato a riassaporare il gusto della vittoria all’esordio nel Masters 1000 di Parigi-Bercy, dove sul rinnovato Campo 1 (reso decisamente più carino e 'televisivo', con l’inserimento di tribune sui lati corti) ha regolato per 7-5 6-3 l’uruguaiano Pablo Cuevas. Un avversario da battere, ma ostico per via del suo atteggiamento sempre positivo. Non brilla, non ha un gioco che fa paura, ma sa benissimo come rimanere aggrappato alle caviglie di chi ha di fronte, pronto a raccogliere qualche regalo. Proprio da questo aspetto arrivano i meriti di Andreas, bravissimo a lasciare solo le briciole, conducendo sempre il match con grande attenzione. Ci sono stati un paio di frangenti nei quali distrarsi sarebbe stato fin troppo facile, prima sul 4-3 in favore dell’avversario, quando dopo aver mancato complessivamente quattro palle-break è stato lui a concederne due; poi sul 6-5 e servizio, quando si è trovato 0-30 ma ha sfruttato alla perfezione la battuta, vero asso nella manica nel corso dell’incontro. Quando ha avuto bisogno di una mano, l’azzurro l’ha trovata in un colpo da 8 ace e quasi l’80% di punti con la prima, mentre Cuevas non è quasi mai riuscito a essere incisivo. Buona parte della differenza è arrivata proprio da lì, perché nei colpi di rimbalzo la superficie piuttosto lenta non ha creato particolari problemi alle ampie aperture del sudamericano, permettendogli di caricare la palla di top-spin e piazzarsi lontano dalla linea di fondo.
 
QUARTA SFIDA STAGIONALE CON FEDERER
Incassato il primo set nel dodicesimo gioco, Seppi ha mancato una chance per allungare in apertura di secondo parziale, ma ha cambiato definitivamente marcia sul 2-2, approfittando anche di un calo dell’avversario, reduce dai quarti di finale a Valencia. Alla fine, l’uruguaiano ha chiuso con 23 colpi vincenti come Andreas, ma è stato tradito da una dozzina di gratuiti in più, che hanno alzato la sua asticella degli errori fino a quota 37. Buon per Andreas, che ha raccolto un successo importante, solamente il terzo stagionale a livello Masters 1000. Nel ranking dei top 50, i nove tornei ai piedi degli Slam sono obbligatori (o quasi) e hanno un peso specifico importantissimo, e l’azzurro – complice anche l’infortunio all’anca che gli ha fatto saltare Madrid e Roma – aveva superato un turno solamente in due occasioni: Indian Wells e Cincinnati. Tanto che dei suoi 1405 punti attuali (che diventeranno almeno 1450 il prossimo lunedì), solamente 120 arrivano dai Masters 1000: veramente una miseria. L’attacco ai Top-20, rimandato all’anno prossimo, passerà soprattutto da lì. Avrebbe potuto iniziarlo questa settimana, il tennis espresso contro Cuevas può portarlo a un bel risultato, ma purtroppo l’urna parigina l’ha spedito dalle parti di Roger Federer, fresco di titolo a Basilea e vittoria su Nadal. Sarà la quarta sfida stagionale fra i due: l’ha battuto in Australia, poi ci ha perso a Indian Wells e Halle.
 
FOGNINI PERDE E DICE ADDIO AI TOP-20
In contemporanea al match di Seppi, è finito il torneo di Fabio Fognini. Il ligure l’aveva detto a Valencia (“sono molto stanco, non vedo l’ora che finisca la stagione”) e l’ha dimostrato a Parigi-Bercy, salutando il torneo senza colpo ferire, in appena 56 minuti. Tanto è bastato a Bernard Tomic per batterlo 6-3 6-2, aiutato dai 38 errori gratuiti dell’azzurro. Fabio ci ha provato, ha avuto una palla-break in apertura e poi ha recuperato da 1-4 a 3-4, ma il suo tennis (e la prima di servizio) ha funzionato troppo a intermittenza: un punto bene, due punti male, un punto male, due punti bene. Un chiaro segnale di come fosse scarico di testa, ancor prima che fisicamente. A dargli una mano c’era pure Corrado Barazzutti, probabilmente giunto in Francia direttamente da Singapore, ma l’impressione è che l’azzurro non fosse nelle condizioni ideali per poter far match pari, forse pure a causa dello stesso fastidio al piede che già l’aveva limitato a Vienna e Valencia. Si è fermato un paio di volte, ma senza mai chiamare il fisioterapista. Fabio ha giocato un tennis troppo istintivo e poco ragionato, come se non avesse alcun disegno tattico, e Tomic l’ha punito senza fare nulla di eccezionale. Un KO che non pesa tanto per come è maturato: Fabio ha detto di non averne più e lo si può anche comprendere, quanto per la posta in palio. Con un bel risultato a Bercy, l’azzurro avrebbe raggiunto il traguardo di chiudere l’anno fra i primi 20 del mondo, invece dovrà accontentarsi di qualche gradino in meno. A stretto livello di ranking cambia ben poco, ma rimane un obiettivo mancato, visto che la sua stagione in singolare termina qui. Resta un ultimo grande impegno in doppio, e c’è anche il tempo sufficiente per prepararlo nella maniera ideale.
 
MASTERS 1000 PARIGI-BERCY – Primo turno
Andreas Seppi (ITA) b. Pablo Cuevas (URU) 7-5 6-3
Bernard Tomic (AUS) b. Fabio Fognini (ITA) 6-3 6-2