Andreas gioca meglio di Bolelli e si prende il derby azzurro al torneo di Shenzhen. Il fisico sembra lasciarlo in pace: la risalita riparte da qui. Il bolognese incappa in una cattiva giornata.

Andreas gioca meglio di Bolelli e si prende il derby azzurro al torneo di Shenzhen. Il fisico sembra lasciarlo in pace: la risalita riparte da qui. Il bolognese incappa in una cattiva giornata.

 

Di Riccardo Bisti – 24 settembre 2014


 

Sembrava che Simone Bolelli fosse favorito nel derby italiano al torneo ATP di Shenzhen. L'inerzia stagionale e le sensazioni delle ultime settimane lo facevano preferire ad Andreas Seppi. Ma a tennis, si sa, si gioca ovunque tranne che sulla carta. E così l'altoatesino ha colto un successo molto importante, l'ideale per rilanciarlo in vista del finale di stagione, dove si giocheranno una serie di tornei adatti alle sue caratteristiche. Il 2014 non è stata una buona stagione per Andreas: dopo aver vissuto il 2012 e il 2013 ad alti livelli, non si è saputo mantenere al top. Prima di questa settimana, in soli tre tornei aveva vinto due partite di fila (Monte Carlo, Roland Garros e Winston Salem). I motivi sono stati di natura fisica, con qualche malanno qua e là che gli ha impedito di trovare continuità. “Mi sono ammalato 6-7 volte, niente di grave, ma quel tanto che basta per perdere il ritmo” raccontava durante la Davis a Ginevra, dove ha giocato soltanto a risultato acquisito. Per un giocatore come lui, preciso e metodico, la continuità è fondamentale. Se non la trovi rischi di perdere tante partite. E' quanto accaduto ad Andreas, sceso al numero 48 ATP ma ragionevolmente certo di chiudere l'anno tra i top-50 per la settima volta in carriera, record assoluto dell'Italia post-Panatta. A ben vedere, tra le 26 sconfitte stagionali non ce n'è nessuna davvero grave. Ha perso solo contro un “over-100”, Michael Llodra a Marsiglia, ma ci poteva stare. L'unico grande rammarico, forse, è la sconfitta in Australia contro Donald Young dopo il bel successo su Lleyton Hewitt. Raggiunti i 30 anni di età, Andreas vede ancora molto lontano il ritiro. “Spero di poter tornare dov'ero e, perchè no, andare ancora più in alto”.


CONTRO ROBREDO SI PUO' FARE

Significa che nel 2015 proverà a riprendersi i top-20. Non sarà facile perchè da dietro spingono i giovani, ma la prestazione contro Bolelli induce all'ottimismo. Andreas si è imposto col punteggio di 6-4 6-3 in una partita condotta con attenzione e autorità, anche se è stato favorito dalla cattiva giornata di Bolelli. Si è avuta l'impressione che il bolognese sentisse il peso della responsabilità, del sentirsi favorito a dispetto della classifica. Ha perso il servizio per tre volte (inusuale per lui) ed è stato poco reattivo in risposta, storico tallone d'achille che però aveva migliorato sensibilmente negli ultimi mesi. Il primo set era deciso da un break nel terzo game, che Seppi gestiva senza problemi fino al 6-4. Nel secondo, il passaggio a vuoto di Bolelli arrivava sul 3-2 in suo favore, quando perdeva il servizio addirittura due volte di fila. Ci può stare anche un pizzico di stanchezza per il bolognese, che quest'anno ha giocato 53 partite. Non molte più di Seppi, ma era pur sempre reduce da un anno di inattività. Tuttavia, essendo i due molto amici (ed ex compagni di doppio) è più probabile che il fattore psicologico abbia indirizzato la partita. Adesso il “Bole” tenterà le qualificazioni a Pechino, mentre Seppi ha una buona chance per centrare la prima semifinale del 2014. Il prossimo avversario si chiama Tommy Robredo, con cui ha giocato 6 volte per un bilancio di tre vittorie per parte. Sul cemento all'aperto siamo 1-1, con il successo di Seppi alle Olimpiadi di Pechino e quello di Robredo allo Us Open 2012. E' una partita delicata ma non impossibile. Per Andreas, finalmente in forma e libero da problemi fisici (l'ultimo era stato un guaio alla schiena), la missione non è impossibile.