All’O2 Arena di Londra hanno tributato ad Andy Roddick un caloroso applauso. Perché A-Rod avrebbe meritato di giocarsi il Masters ma l’infortunio…
di Daniele Rossi – foto Getty Images

Siamo all’O2 Arena di Londra, in campo si stanno dando battaglia Novak Djokovic e Nikolay Davydenko, quando sui megaschermi compare un viso conosciuto: è quello di Andy Roddick. Il pubblico londinese si sveglia dal suo torpore e regala all’americano un caloroso e meritatissimo applauso; Andy, quasi imbarazzato, ringrazia con un cenno. Doveva esserci lui in campo, a giocare con i migliori, perché lui è tra i migliori fin dal 2003, ma il maledetto infortunio al ginocchio patito a Shanghai, si è rivelato più grave del previsto e in campo contro Nadal e compagnia, c’è andato Robin Soderling. Peccato, perché dall’inzio dell’anno si era visto il miglior Roddick dal 2003 a questa parte.
Tutto merito della famigerata “cura Stefanki”: il buon Larry ha infatti rivitalizzato e quasi ricostruito lo statunitense, a partire dalla condizione fisica, ai grandissimi miglioramenti sul rovescio, sul gioco di volo e sulla strategia di gioco. I risultati non si sono fatti attendere e fino ad agosto Roddick è arrivato in fondo a quasi tutti i tornei, sebbene al suo palmares abbia aggiunto solo la vittoria di Memphis.
Agli Australian Open si è arreso in semifinale solo a Federer, che oltre alla celeberrima finale di Wimbledon, lo ha battuto anche a Miami e Madrid. Al Roland Garros ha ottenuto il suo miglior risultato di sempre, approdando al terzo turno, dove però è stato battuto nettamente da Monfils. E anche dopo la finale sui prati londinesi, Andy non si è smarrito, come è facile pensare, ma ha fatto due buoni risultati, perdendo da Del Potro, sia in finale a Washington, sia in semi a Montreal.
A ben vedere, l’unica vera nota stonata dell’anno è stata la sconfitta con John Isner, al terzo turno degli Us Open.
Ma la realtà è che in carriera Roddick ha avuto fondamentalmente un solo grosso problema, che ha un nome e un cognome: Roger Federer.
Lo score degli head to head recita un impietoso 19-2 per lo svizzero, con un Andy vittorioso solo nella semifinale di Montreal nel 2003 e ai quarti di Miami nel 2008. Se invece ci limitamo ai soli tornei dello Slam, Roddick e Federer dal 2003 ad oggi si sono incontrati otto volte, con altrettante vittorie del fenomeno di Basilea. Dal 2003 al 2005 si incontrano solo a Wimbledon, dove Roger vince prima in semifinale e poi nelle due finali successive.
Nel 2006 altra finale, altra vittoria di Fedex, questa volta agli Us Open. L’anno successivo, lo statunitense deve capitolare al cospetto del re, sia in semifinale agli Australian Open, sia ai quarti a New York. Nel 2008 a livello di Slam non si incontrano mai, a causa di una sfortunatissima annata di A- Rod. Sembrava l’inizio del declino e invece è tornato più forte di prima e, come detto, quest’anno altre due sconfitte ad opera di Federer, ad un passo dal traguardo.
“Vorrei odiarti, ma non ci riesco, sei troppo simpatico”, così si espresse Roddick, dopo una delle tante sanguinose sconfitte patite dallo svizzero. I due infatti sono anche in buoni rapporti, nonostante Federer abbia praticamente rovinato la carriera dell’americano. Senza Roger, il ragazzone di Omaha avrebbe potuto vincere almeno 4-5 Slam e ora verrebbe annoverato nell’olimpo dei campioni.
Ma Andy ha sempre accettato il verdetto del campo, Federer è semplicemente più forte. Chiunque si sarebbe arreso, ma lui no, come dimostra l’incredibile 16-14 al quinto set della già citata finale londinese. Purtroppo però, il futuro per A-Rod sembra tutt’altro che roseo. L’età avanza, gli acciacchi pure e soprattuto sta venendo, lentamente ma inesorabilmente, superato dai giovani rampanti Djokovic, Murray e Del Potro, che sembrano già avere qualcosa in più di lui. Eppure nessuno ci avrebbe scommesso, ma quest’anno ha sfiorato la vittoria a Wimbledon. Chissà che nel 2010 A-Rod non ci regali qualche altra sorpresa, Federer permettendo ovviamente…


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