La Vinci era sfavorita contro la spagnola, vera e propria bestia nera. Ha avuto le sue chance nel secondo set, ma le è mancato lo sprint. Il suo ranking resta buono (è 18esima nella Race stagionale), ma è di gran lunga la nostra numero 1. In prospettiva, non è una buona notizia.A parte il ranking WTA (peraltro smentito dalla Race), non c’era grande ottimismo alla vigilia dell’impegno di Roberta Vinci contro Carla Suarez Navarro. L’azzurra aveva perso 5 volte su 6 contro la canaria e gli ottavi di Cincinnati ci hanno ricordato perché. La Suarez Navarro non soffre lo slice di Roberta, ed anzi riesce a comandare quando si affrontano due rovesci stilisticamente bellissimi, anche se quello della spagnola è più incisivo perché comprende anche la soluzione in topspin. Sarebbe riduttivo spiegare così il 6-1 7-5 con cui l’Italia abbandona l’Ohio, ma l’incompatibilità tecnica è evidente. Roberta non è mai stata in partita nel primo set, in cui non ha mai tenuto il servizio, mentre ha avuto le sue chance – anche robuste – nel secondo. Sotto 3-0, c’è stato il canonico passaggio a vuoto di Carla. La Vinci ha raccolto cinque giochi consecutivi e, chissà, l’avesse portata al terzo…invece è stata condannata da un’altra serie negativa di quattro game, che hanno regalato alla spagnola un quarto contro Angelique Kerber, impegnatissima nella sua caccia alla leadership WTA. Un traguardo che ha buone possibilità di raggiungere allo Us Open se a Cincinnati dovesse essere bloccata, magari da una Simona Halep che dopo Wimbledon non ha ancora conosciuto la parola “sconfitta”, e lo ha dimostrato anche nell’ottavo contro Daria Gavrilova, cui ha lasciato poco più che le briciole.

UNA “RACE” NON COSI’ INCORAGGIANTE
La sconfitta della Vinci fornisce l’assist per dare un’occhiata alla “Race to Singapore”, la classifica che tiene conto dei soli risultati ottenuti nel 2016. Emergono, purtroppo, le difficoltà delle azzurre. La migliore è ancora la Vinci, 18esima (avremmo immaginato un posizionamento peggiore…) grazie ai punti raccolti a San Pietroburgo e i due terzi turno a Melbourne e Londra: tre tornei le hanno portato il 50% del bottino. La Errani è 33esima, la Giorgi 73esima e la Schiavone 81esima. Detto che Karin Knapp è addirittura fuori dalle prime 100 (n. 122) e sarebbe stata ancora più in basso senza il terzo turno al Roland Garros, le successive cinque italiane nella classifica stagionale sono, rispettivamente, Anastasia Grymalska (n. 244), Martina Caregaro (272), Jasmine Paolini (295), Jessica Pieri (318) e Martina Di Giuseppe (328). Più indietro, Nastassja Burnett e Cristiana Ferrando. Detto che non è mai troppo tardi per scoprirsi forti (anche se tra le donne l’età media non è alta come nel femminile), alcune di queste non sembrano avere le doti per diventare forti forti. Se davvero Roberta decidesse di fermarsi a fine anno, e la Giorgi dovesse continuare ad alti e bassi, le prospettive non sembrano così buone. L’abbiamo già detto, fin quasi alla noia, ma il rischio del trauma c’è.

WTA PREMIER FIVE CINCINNATI – Ottavi di Finale
Karolina Pliskova (CZE) b. Misaki Doi (GIA) 7-5 6-3
Svetlana Kuznetsova (RUS) b. Timea Bacsinszky (SUI) 6-2 3-6 6-2
Garbine Muguruza (SPA) b. Anastasia Pavlyuchenkova (RUS) 7-5 6-1
Timea Babos (UNG) b. Dominika Cibulkova (SVK) 4-6 6-3 6-1
Agnieszka Radwanska (POL) vs. Johanna Konta (GBR)
Simona Halep (ROM) b. Daria Gavrilova (AUS) 6-1 6-2
Carla Suarez Navarro (SPA) b. Roberta Vinci (ITA) 6-1 7-5
Angelique Kerber (GER) b. Barbora Strycova (CZE) 7-6 6-4