L’allenatore comasco in una lunga intervista al Corriere della Sera ha parlato anche di Jannik Sinner, suo ex allievo fino al 2022, e della possibilità di compiere il Grande Slam già in questa stagione

Riccardo Piatti – Foto Ray Giubilo

Un rapporto durato quasi 8 anni quello tra Riccardo Piatti e Jannik Sinner, terminato nel febbraio del 2022 quando sulla panchina dell’altoatesino finì Simone Vagnozzi. Per Sinner sono stati anni di vera e propria formazione quelli passati con Piatti, e tanto del gioco che esprime ora sul campo si deve al lavoro svolto con il coach comasco. Della separazione dei due se ne è parlato tanto, ma quasi mai lo hanno fatto i diretti interessati, un silenzio che è stato rotto dallo stesso Piatti in occasione di una lunga intervista concessa al Corriere della Sera. Tanti gli spunti interessanti – dal lavoro nel suo Piatti Tennis Center a Bordighera a un’analisi su come cambia il gioco del tennis – per un allenatore di assoluta esperienza, e che dopo gli anni passati al seguito di Sinner ora si dedica a tempo pieno alla crescita dei talenti più giovani (Carboni, Debru o Dhamme, solo per citarne alcuni tra i più promettenti).

Non poteva ovviamente mancare il tema Sinner nel corso dell’intervista, ed in particolare è stato chiesto a Piatti – che sicuramente conosce l’azzurro meglio di tanti altri – come potrà tornare l’attuale numero uno al mondo dopo i tre mesi di sospensione. Sarà subito forte. Io credo davvero che quest’anno possa fare il Grande Slam. La sospensione gli ha allungato la vita: arriverà a fine stagione fresco. Si gioca troppo, mentalmente non ci si ferma mai. Lui tornerà invece carico e motivato. In pandemia molti ne approfittavano per non allenarsi, Gasquet nello stop per doping ha preso otto chili, Jannik non ha perso un giorno. Sa perfettamente dove vuole andare”. Piatti conferma quindi l’incredibile forza mentale di Sinner, forgiata anche negli anni in cui hanno lavorato insieme.

Inevitabile poi, visto il suo ruolo e l’esperienza diretta sul campo, la domanda sul possibile nuovo coach che potrebbe andare a sostituire Darren Cahill a fine anno: sul tema Piatti non ha dubbi, e indica quattro nomi per il futuro. Carlos Moya, che avevo già preso in considerazione. È stato numero 1, conosce il circuito. Umanamente è un’ottima persona, così come Darren. Ora che ha smesso con Paolini, Renzo Furlan è libero. Ljubicic è molto valido. Oppure Becker, che avevamo contattato; lavorare con Boris però è più complicato”.