Kim Clijsters gira il circuito con il pancione, in attesa del secondo figlio. Ma non è stata l’unica a fare grandi cose dopo la maternità. Le “mammine volanti” del tennis. 
Evonne Goolagong è stata l'ultima mamma a sollevare il Rosewater Dish di Wimbledon

Di Riccardo Bisti – 22 maggio 2013

 
Uno degli slogan della WTA dice “Strong Is Beautiful” (“Forte è bello”). Si può discutere sul senso della campagna, ma non c’è dubbio che il tennis femminile abbia sfoderato grandi campionesse, grandi personaggi, grandi donne. Alcune di loro hanno avuto qualcosa in più: hanno messo al mondo un figlio e poi sono tornate a vincere, mandando uno splendido messaggio a tutte le donne. Con forza d’animo e fiducia in se stesse si possono ottenere risultati impensabili. Dopo aver visto Kim Clijsters con figlia al seguito (e un’altra in grembo) palleggiare al Foro Italico al seguito di Kirsten Flipkens, abbiamo deciso di omaggiare le “mammine volanti” del tennis, quelle che sono riuscite a fare ciò che nell’atletica era riuscito alla leggendaria Fanny Blankers Koen.
 
MARGARET COURT SMITH
Una delle più grandi di sempre, di sicuro la più titolata. Tra singolare, doppio e doppio misto, si è aggiudicata 62 titoli del Grande Slam. Ma ciò che la rendeva affascinante era la sua capacità di dedicarsi alla famiglia con la stessa intensità con cui si allenava. Nel 1967 si è sposata con Barry Court e nel 1971 ha messo al mondo il primogenito Daniel. Molti pensavano che la sua carriera sarebbe finita lì. Ma lei aveva il desiderio incrollabile di diventare numero 1 dopo la maternità. Ci riuscì nel 1973 e fu la prima mamma a vincere Australian Open, Roland Garros e Us Open dopo l’apertura ai professionisti.
 
EVONNE CAWLEY GOOLAGONG
Ancora oggi, detiene un record imbattuto. E’ stata l’ultima a vincere Wimbledon dopo essere diventata mamma. Prima di mettere al mondo la figlia Kelly, nel 1977, aveva vinto sei tornei del Grande Slam ed era stata numero 1 WTA. Nel 1980, quando non ci credeva nessuno, in piena Era Evert-Navratilova, ha domato i sacri prati di Church Road. Fu un’impresa memorabile: prima di lei, l’ultima madre a vincere Wimbledon era stata Dorothea Douglass Chambers nel 1914, quando si giocava ancora a Worple Road. Nemmeno lei, simpatica aborigena, ha mai percepito la grandezza della sua impresa. La Court aveva aperto la strada, Evonne ha fatto campire che…Impossible is Nothing.
 
LAURA ARRAYA
Nata in Argentina, ma cresciuta in Perù, la Arraya ha giocato il suo miglior tennis dopo il parto. Si è sposata con l’ex giocatore cileno Hans Gildemeister, uno dei primi “quadrumani” nella storia del tennis, e ha messo al mondo il picclo Heinz Andre nel 1988. Laura diceva che la famiglia le aveva fatto bene. “Ho quello che voglio: una famiglia e una carriera: adesso ho meno pressione”. Nel 1989 ha vinto l’OTB Open, diventando la prima mamma a vincere un torneo dai tempi della Goolagong. L’anno dopo sarebbe diventata numero 14 WTA e nel 1991 ha raggiunto un clamoroso quarto di finale a Wimbledon. Nel suo caso, la maternità fu addirittura un incentivo.
 
SYBILLE BAMMER
L’austriaca è un altro splendido esempio di come si possa gestire la maternità senza (apparente) sforzo. La piccola Tina è nata nel 2001, quando Sybille aveva appena 21 anni ed era numero 300 WTA. Con il paziente supporto del fidanzato Christophe Gschwendtner, è tornata dopo un anno di inattività e nel 2007-2008 ha vissuto i suoi momenti di gloria. Nel 2007 ha vinto a Pattaya ed è diventata l’unica madre tra le top 100. Riuscì a battere Serena Williams ed entrare tra le top 20, vincendo l’ultimo titolo a Praga nel 2009. Il tutto con una figlia di 8 anni, quando le baby sitter non bastano più.
 
LINDSAY DAVENPORT
Tutti la ricordano per aver vinto tre Slam, un oro olimpico ed essere stata numero 1. Ma è giusto omaggiare l’ex “Giunone” per la rapidità con cui è tornata a giocare dopo la nascita di Jagger, avvenuta nel giugno 2007. Non contenta, vinse il primo torneo post-parto. E ne ha vinti altri tre (più due di doppio). Sposata con Jonathan Leach dal 2003, si trovava particolarmente a suo agio nel ruolo di mamma-giocatrice. “La vita del tennista è abbastanza egoista. E’ uno sport individuale, in cui tutte le decisioni ruotano attorno alle esigenze del giocatore”. La maternità le ha consentito di migliorare come persona, ancor prima come giocatrice, visto che ha scoperto un lato altruista che la carriera le aveva obbligato a nascondere.
 
KIM CLIJSTERS
Simpatica e piena di talento, la Clijsters si è ritirata giovanissima, ad appena 23 anni. Aveva vinto lo Us Open ed era stata numero 1 al mondo. Smise perchè aveva scoperto di essere incinta del marito Brian Lynch, mettendo al mondo la piccola Jada nel febbraio 2008. Poi è tornata a giocare e ha scritto una favola, una piccola leggenda. La seconda carriera è stata ancora più brillante della prima, con tre Slam in cascina (il primo subito dopo il rientro) e la riconquista del numero 1 WTA, anche se solo per una settimana. E’ stata la prima mamma a vincere uno Slam 29 anni dopo la Goolagong. A modo suo, Kim ha ridefinito la maternità!
 
CARA BLACK

Ottima doppista, è nota per essere la sorella dei fratelli Byron e Wayne. Ha completato il Career Grand Slam in doppio misto e le manca un solo titolo per farlo in doppio. Nel 2005 ha sposato Brett Stephens ed è diventata madre nell’aprile 2012, quando è nato Lachlan. Al ritorno, ha vinto il torneo di Auckland in coppia con Anastasia Rodionova. Ma la festa è cominciata quando le hanno messo tra le braccia il figlio appena nato. La mamma più forte in attività, in questo momento è lei.
 
Nella campagna “Strong is Beautiful”, Serena Williams dice: “La forza sta cambiando la definizione di ciò che è possibile”. Queste donne hanno saputo fare qualcosa di più. Qualcosa di straordinario.