L'OPINIONE – La sconfitta di Forlì apre mille interrogativi. Le trepidazioni per lo spareggio, la disperazione della Errani, l'addio della Schiavone e l'orgoglio della Garbin. “Non è vero che la panchina è corta. Credo nelle giovani e le sosterrò fino in fondo”. Non siamo troppo d'accordo, ma Tax merita credito. Anche perché non si sottrae alla delicata questione Giorgi.

“Sono un'idiota”. Lo ha ripetuto tre volte, fino ad arrossare gli occhi, trattenendo una crisi di pianto. Nella sconfitta di Forlì (chiamarla disfatta sarebbe populista e ingeneroso), le lacrime di Sara Errani sono l'immagine più emotiva. Ancor più dell'addio di Francesca Schiavone, o del vortice di emozioni provato da Tathiana Garbin. “Sono un'idiota” ha detto Sara, perché è rimasta in campo nel secondo set contro Daniela Hantuchova nonostante avesse zero chance e rischiasse di aggravare il problema (“E probabilmente l'ho aggravato”). Un guaio all'adduttore, comparso al terzo game, le ha impedito di giocare al top e ha indirizzato la sfida verso il successo slovacco. L'Italia è sempre più lontana dal World Group e i prossimi 22-23 aprile giocherà uno spareggio, potenzialmente da incubo, per evitare la retrocessione del Gruppo I, Zona Europa-Africa, l'equivalente della Serie C. In attesa del nuovo ranking ITF (in uscita oggi), le potenziali avversarie dovrebbero essere Taiwan, Serbia, Gran Bretagna e Kazakhstan. In ciascuno dei quattro casi, la sede sarà stabilita dal sorteggio. Una retrocessione avrebbe effetti devastanti, sia sul piano dell'immagine che delle difficoltà a tornare su: per intenderci, il Gruppo di quest'anno comprendeva ben 14 squadre, divise in quattro gruppi (due da 4, due da 3), con due sole promozioni in palio. Per vincere bisogna giocare almeno tre partite (due nel girone più lo spareggio), anche se il singolo match prevede due singolari e un doppio. Sarebbe un ridimensionamento mica da ridere, specie dopo le vacche grasse degli ultimi dieci anni.  

LA MAGLIA AZZURRA DI SARA
Le lacrime della Errani erano dettate da tante cose. L'aver peggiorato un problema fisico, non aver contribuito alla causa azzurra, perdere a 45 km da casa, con tutta la famiglia a sostenerla in tribuna. C'erano tutti: mamma, papà, fratello, fiduciosi dopo il buon match giocato contro la Sramkova. Invece il fisico l'ha mollata e lei non ha abbandonato la barca, anche quando non c'era più niente da fare. Ed è per questo che Sara non è un'idiota. Anzi, ha dato un esempio importante. Al di là dei regolamenti federali, dove il “rispetto della maglia azzurra” viene posto quasi come un'imposizione, certe cose le devi sentire dentro. Nella pelle, nelle ossa. Per Sara è così. Come ha detto dopo la sconfitta, avrebbe potuto fare mille cose. restare a casa e recuperare dopo il problema al polpaccio e la febbre, o magari andare a Doha, dove nella peggiore delle ipotesi avrebbe intascato quasi 7.000 dollari. Invece si è caricata sulle spalle la responsabilità di una nazionale – quella gloriosa, dei quattro titoli – che si è sgretolata sotto le martellate del tempo. E le nuove, quelle che rappresentano il futuro immediato, non sono ancora pronte per certi livelli. Magari lo saranno, magari a breve. O magari non lo saranno mai, chissà. Sarita “sente” per davvero il peso della maglia azzurra, è pronta a lottare fino all'ultimo punto e lo ha dimostrato. Fino alle lacrime. Una batosta che la farà crescere, e servirà da esempio per le altre ragazze. Sara non è un'idiota, anzi. E' intelligente, ricettiva, ha una visione molto lucida delle cose. Nei giorni di Forlì abbiamo visto una donna matura, meno diffidente verso la stampa dopo la scottatura di qualche anno fa per la famosa intervista con Vanity Fair. E' come se avesse raggiunto una nuova consapevolezza di sé, a prescindere dai risultati. Vedremo se la cura Montalbini-Capodimonte darà i suoi frutti sul piano tecnico, ma questa Errani può dare il suo meglio nell'ultimo scorcio di carriera, che peraltro può essere ancora piuttosto lungo (compirà 30 anni da aprile).

SUPER SRAMKOVA, ORGOGLIO GARBIN
Però c'è una sconfitta da commentare. Chi aveva seguito gli allenamenti dei giorni scorsi, aveva messo in guardia. “Guardate che la Sramkova mi ricorda la Tsurenko di qualche anno fa a Biella…”. L'allusione è al match del 2013, quando l'allora sconosciuta ucraina punì Errani e Schiavone. Ci pensarono Pennetta-Vinci a salvare la baracca. Stavolta Flavia e Roberta non c'erano. E la Sramkova è più forte della Tsurenko. Il dritto è…vertiginoso, ma se la cava in ogni zona del campo. Andrà vista contro altre avversarie, in altre situazioni, ma il potenziale è assoluto. Tra le top-20 ci arriverà. Più in alto? Dipenderà da mille fattori, a partire dalla scivolosa dinamica del rapporto con un papà-coach. Contro la Schiavone ha mostrato una certa personalità: Sotto 6-2 5-2, Francesca ha provato a coinvolgere il pubblico, a esaltare la gente, a sognare la prodigiosa rimonta. Il giochino ha funzionato fino al 5-4 e 15-30 sul servizio slovacco, ma lì Rebecca ha ritrovato il meglio e ha saputo chiudere, peraltro dopo aver aizzato a sua volta lo sparuto gruppo di tifosi slovacchi. Una ragazza con gli attributi. Anche per questo, Matej Liptak proverà a parlare con Dominika Cibulkova in vista dello spareggio di aprile. Con una Sramkova così, la Slovacchia può sognare il World Group I. La preoccupazione è per l'Italia. Al di là di cosa succederà in aprile, cosa dobbiamo aspettarci per il futuro? Tathiana Garbin ha lanciato un messaggio importante, tra le righe di una risposta più generale. “Sono pronta a sacrificare i risultati nell'immediato per dare a queste ragazze la possibilità di giocare e trovare un livello il più alto possibile”. Messa così, può voler dire che Trevisan e Paolini potrebbero trovare posto anche in singolare, magari accompagnate da Camilla Rosatello (a Forlì come quinta giocatrice) o le altre giovani azzurre che sgomitano per emergere: Georgia Brescia (classe 1996, n.342 WTA), Cristiana Ferrando (1995, n.352), Deborah Chiesa (1996, n.465), Alice Matteucci (1995, n.477, possibile doppista del futuro), senza dimenticare Ludmilla Samsonova, nata nel 1998 e numero 767 del mondo. “Queste ragazze hanno le qualità per arrivare in alto. Io ci credo e le sosterrò fino alla fine” ha detto Tax, con orgoglio, definendosi “non d'accordo” con la tesi di “panchina corta” che sembra esplosa a Forlì: con l'infortunio della Errani, se anche la Schiavone avesse portato il 2-2, avrebbe giocato un doppio totalmente inedito con Martina Trevisan.  

“VOLEVO PARLARE ALLA GIORGI, MA C'E' STATA LA SQUALIFICA”
​Tathiana gode di enorme credibilità perché possiede un pregio e una qualità. Il pregio è l'essersi messa in gioco subito dopo il ritiro, facendo esperienze interessanti sia con professioniste affermate (Oprandi, la stessa Schiavone) che con giovani di rilievo. La ricostruzione di Martina Trevisan, per esempio, è da attribuirsi in buona parte a lei. Insomma, è la persona giusta al posto giusto. La qualità risiede nella profonda umiltà, dote ancora più importante in un modo di “sotuttoio”, dove la spocchia è all'ordine del giorno. “Spero che non arrivi mai il giorno in cui penserò di sapere tutto”. Tax non è umile solo a parole: per esempio, ha riconosciuto di non conoscere troppo bene le nuove dinamiche della Schiavone e ha accolto i consigli di Corrado Barazzutti, che la conosce meglio di chiunque altro. “Con il tempo e la conoscenza, capirò quando bisogna intervenire e quando bisogna lasciar correre”. La sensazione è che la panchina attuale sia davvero un po' corta, ma se c'è una persona di cui ci si può fidare, quella è proprio Tax. E pazienza se la costruzione passerà da qualche campo polveroso, o magari da qualche altra delusione. C'è poi la vicenda di Camila Giorgi. Appena ha sentito il nome, la Garbin si è fatta per un attimo seria dopo aver dispensato dolci sorrisi. “Camila è una giocatrice importante – ha detto – per me c'è sempre uno spiraglio, non chiudo le porte a nessuno. In effetti avevo in programma di parlarle a Melbourne, ma la notizia della squalifica ha cancellato ogni progetto. Non si sa mai, in passato ci sono stati casi di riavvicinamento, vedi Bolelli”. Detto che l'italoargentina sarebbe certamente un punto di forza della nazionale, è vero che l'armonia e la compattezza del gruppo sono valori altrettanto importanti. Così come il “sentire” la maglia azzurra, Errani docet. Ed è chiaro che Tathiana continuerà a lavorare con il materiale che avrà a disposizione. Noi la seguiremo, perché lo merita. Certo, se la Sramkova fosse nata 700 km più a sud….però almeno tornerà a casa in aereo, mentre gli inviati della TV slovacca viaggeranno in auto. 900 km da Forlì a Bratislava. “Siamo un paese povero, soltano le giocatrici viaggiano in aereo…”. A proposito di umiltà.

FED CUP 2017 – WORLD GROUP II
ITALIA – SLOVACCHIA 2-3

Francesca Schiavone (ITA) b. Anna Karolina Schmiedlova (SVK) 6-3 6-1
Rebecca Sramkova (SVK) b. Sara Errani (ITA) 2-6 6-3 6-4
Daniela Hantuchova (SVK) b. Sara Errani (ITA) 6-2 6-0
Rebecca Sramkova (SVK) b. Francesca Schiavone (ITA) 6-2 6-4
Trevisan-Paolini (ITA) b. Sramkova-Schmiedlova (SVK) 5-2 ritiro

In home page e nell'articolo sono presenti alcune foto di Antonio Costantini, di proprietà della FIT, utilizzate per gentile concessione dell'Ufficio Stampa FIT