Nel doppio prova troppo altalenante di Bolelli e Fognini, battuti 6-3 6-2 3-6 7-5 da Fleming/Murray, bravi a rimontare nel quarto set. Punto preziosissimo per i britannici: domani Murray può chiudere i conti… Da Napoli, MARCO CALDARA

Da Napoli, Marco CaldaraFoto Antonio Costantini/FIT

 

Non è andata come doveva andare. I tifosi italiani speravano di arrivare all’ultima giornata del quarto di Coppa Davis contro la Gran Bretagna in vantaggio, invece sul 2-1 ci saranno gli ospiti, passati a condurre al termine del doppio vinto da Andy Murray e Colin Fleming su Fabio Fognini e Simone Bolelli, sconfitti con il punteggio di 6-3 6-2 3-6 7-5. I nuvoloni grigi che hanno stazionato a lungo sopra l’Arena del mare di via Caracciolo non promettevano nulla di buono, ma ci si attendeva soltanto un po’ di pioggia, invece è arrivata una sconfitta tanto inattesa quanto pesante.

 

La scelta di capitan Leon Smith di schierare Andy Murray (preferito allo specialista Ross Hutchins) ha dato i risultati sperati, con lo scozzese che si è rivelato il migliore in campo, riuscendo a non perdere mai il servizio e a giocare con lucidità esemplare nei momenti decisivi. Troppi invece gli alti e bassi della coppia azzurra, partita malissimo e incapace di mostrare il proprio reale valore. Per giocarsela alla pari con i britannici non serviva chissà quale prestazione, ma almeno nei primi due set i nostri non hanno raggiunto nemmeno la sufficienza. Anzi, con una raffica di errori hanno reso la vita facile agli avversari, mai obbligati a giocare in una situazione di punteggio sfavorevole.

 

La reazione tanto attesa è arrivata nel terzo parziale, quando dopo aver cancellato quattro palle-break sull’1-1 i nostri han preso coraggio, riuscendo finalmente a mettere la testa avanti. Alla prima vera difficoltà dell’incontro, infastidito dal vento e dai cori dei tifosi italiani, Fleming non ha retto la pressione e ha concesso qualcosa di troppo al servizio, e il duo italiano ha fatto il resto con due ottimi passanti. Volati sul 3-1, gli azzurri hanno difeso il vantaggio con i denti, cancellando tre palle-break sul 5-3 (con Bolelli al servizio) e accorciando le distanze. Sulle ali dell’entusiasmo, e con il pubblico in visibilio, hanno subito allungato sul 3-1 nel quarto set, prendendo il comando delle operazioni.

 

Hanno perso il vantaggio nel sesto gioco, ma un Bolelli in grande spolvero si è fatto perdonare immediatamente dopo. Pareva che lo scambio di break fosse dovuto soltanto a un piccolo passaggio a vuoto, invece si è rivelato il preludio di ciò che è accaduto poco più tardi. Al servizio sul 5-4 Simone ha tremato di nuovo, come nel terzo set, ma questa volta è mancato l’happy end, e i britannici non solo hanno pareggiato i conti in extremis, ma sono andati a prendersi la vittoria conquistando anche i successivi due game. Sul 6-5, due errori di diritto di Fognini e una cattiva valutazione di Bolelli gli han consegnato tre match-point, l’ultimo dei quali si è rivelato decisivo, con Fleming, preciso nel chiudere una scaramuccia a rete, che ha fermato il cronometro sulle tre ore esatte di gioco, prima di raccogliere l’abbraccio fisico dei compagni e quello emotivo dei circa 400 tifosi britannici.

 

Domani mattina, a partire dalle 11.30, Murray avrà a disposizione il primo match-point, per chiudere la contesa e riportare la Gran Bretagna in semifinale di Coppa Davis dopo 33 anni di attesa. A Fognini il compito di tener vive le speranze italiane, anche se le quotazioni del Fabio visto in questi due giorni non sono altissime. È vero che Fognini ha dimostrato più volte di saper dare il meglio quando si tratta di lottare punto su punto, ma domani potrebbe non bastare.

 

ITALIA 1-2 GRAN BRETAGNA
Fabio Fognini (Ita) b. James Ward (Gbr) 6-4 2-6 6-4 6-1
Andy Murray (Gbr) b. Andreas Seppi (Ita) 6-4 7-5 6-3
Fleming/Murray (Gbr) b. Bolelli/Fognini (Ita) 6-3 6-2 3-6 7-5

 

Twitter: @marcocaldara