WIMBLEDON – Durissima sconfitta per lo spagnolo, incapace di reagire al bombardamento di Dustin Brown, il tennista rasta. Stavolta niente problemi fisici e scuse varie: semplicemente, ha perso. Che lo sponsor sul petto di Brown sia un sinistro presagio? 

Nel suo articolo alla vigilia di Wimbledon, Alessio Morra ci aveva messo in guardia. “Quando Rafael Nadal perde il primo set, quest'anno è quasi spacciato”. Le sensazioni possono essere ingannevoli, o almeno interpretabili. I numeri no, quelli non mentono mai. E le cifre parlano di un Rafa ai minimi termini, il peggiore di sempre. La sfida con Dustin Brown presentava più di un'insidia, non tanto per le difficoltà tecniche, evidentissime già lo scorso anno, quando il tedesco di origine giamaicana lo punì ad Halle (ma era il primo match dopo le fatiche parigine), bensì perchè Dustin non ha paura dei campi centrali, delle migliaia di occhi addosso. Inutile fare retorica sul suo passato, quando girava l'Europa a bordo di un camper. Brown è uno showman nato, mai andato oltre la 78esima posizione perché gli piace divertirsi, “fare serata”, godersi i soldi faticosamente guadagnati partendo dal basso, senza sconti nè regali. Ma quando è in palla, e su un campo particolarmente veloce, è pericoloso per tutti. A maggior ragione per un Nadal incerottato nell'anima e battuto 7-5 3-6 6-4 6-4 sul Centre Court. Badate bene: nell'anima, non nel fisico. “Nel 2012 e nel 2013 avevo problemi alle ginocchia, mentre l'anno scorso e oggi ero pronto a giocare. Semplicemente ho perso, ho commesso troppi errori e lo devo accettare”. Fosse un problema fisico, beh, ci sarebbe l'alibi già scodellato. Invece no, Rafa ammette di stare bene fisicamente. Ma c'è qualcosa che non va nel suo tennis. C'è una carrozzeria invecchiata in fretta, un viale del tramonto che sembra già intrapreso. Sull'onda emotiva di un match è facile farsi prendere dall'emotività e sparare sentenze. Ma il 2015 di Rafa è una serie di indizi che portano i PM tennistici a formulare un'ipotesi di declino irreversibile. Due titoli ATP minori, una pessima stagione sul rosso, neanche una semifinale Slam e una classifica che va sempre più giù. Rafa non ha nemmeno voglia di fare l'avvocato di se stesso: come una macchinetta, ha pronunciato parole già dette mille volte. “Lo sport è così, ci sono momenti buoni e meno buoni, questo è un momento difficile per me. Dovrò lavorare come non mai per cambiare la dinamica e tornare competitivo”.


"SE TRA DUE ANNI NON SARO' PIU' COMPETITIVO? NON SO"

Ma si può lavorare più di Rafa? Si può aggiungere altra fatica a una carriera che da 20 anni è colma di sacrifici? Sembra di no, e tornano alla mente le parole di Yevgey Kafelnikov. In tempi non sospetti, quando Nadal intascò lo Slam numero 14, disse che sarebbe stato l'ultimo. Da allora non è mai andato nemmeno vicino a farcela, tra infortuni e un motore che non risponde di più. E' come se un auto con 200.000 km debba lottare contro quelle appena uscite dal concessionario. Una pessima sensazione, che potrebbe anche fargli venire voglia di mollare tutto. Per ora non è un pensiero concreto, ma ha pronunciato una frase che spaventa i suoi sostenitori. “Penso di poter essere ancora un fattore importante nei tornei che contano. Ma non so cosa accadrà se tra due anni dovessi accorgermi di non esserlo più”. Il tutto in mezzo a parole che sanno di resa. “Farò tutto il possibile per tornare ai livelli di qualche anno fa, ma se non dovessi farcela potrò comunque dire di aver giocato cinque finali, intascando due titoli. Non è così male, no?”. Per l'amor di dio, ma da lui ci si aspetta sempre il guizzo, lo scatto d'orgoglio. Quello che sta facendo Federer, ad esempio. A quasi 34 anni delizia il pubblico, rifila un netto 6-4 6-2 6-2 a Sam Querrey e ridacchia per l'ennesimo colpo acchiappaclick (un pallonetto-tweener fronte alla rete). Al contrario, Nadal si colpisce accidentalmente una gamba sull'ultimo punto del primo set. A 29 anni è tutt'altro che anziano ma è clamorosamente usurato, non riesce a sprintare. Prima compensava i difetti con una condizione atletica perfetta, oggi scopre che i miglioramenti tecnici degli ultimi 10 anni, per quanto importanti, non potranno mai sostituire il suo talento più importante: un fisico da Superman.


MOMENTI DI FRUSTRAZIONE

La citazione non è casuale, poiché Brown si è presentato in sala stampa proprio con una maglietta dell'eroe dei fumetti, come a voler sottolineare la bontà della sua prestazione. Chi lo conosce non è rimasto sorpreso. I suoi servizi-bomba, le saette improvvisate, i balzi felini, sono parte integrante del suo bagaglio tecnico. Certo, è stato un po' fortunato. Sotto di un break nel primo set, è stato aiutato da Nadal. “Ho sbagliato un passante che per me non è così difficile. Poi, quando arrivi sul 5-5 può succedere di tutto”. Ha reagito nel secondo set, tirando anche uno smash ravvicinato addosso a Brown, quasi a volerlo intimidire, ma poi si è auto-affossato sul 2-2 nel terzo, quando ha commesso due doppi falli e ha incassato il break con una bella volèe smorzata del tedesco (che ha ottenuto il permesso di giocare in Davis per la Germania, nonostante una dozzina d'anni fa abbia rappresentato la Giamaica). Poi l'ultimo break è arrivato in avvio di quarto. “Quello è stato un momento duro, molto frustrante” ha ammesso Nadal, che per il quarto anno consecutivo perde a Wimbledon contro un giocatore dalla classifica a tre cifre. Una sconfitta durissima che smorza il tentativo di essere spiritoso quando gli hanno chiesto se resterà a Londra. “Qui a Londra non ho più lavoro, quindi se sei interessato alla casa che ho preso in affitto, da domani è libera”. Nadal ha commesso appena 15 errori gratuiti: ma i numeri, in questo caso, non tengono conto delle pessime seconde palle o di quei colpi cortissimi su cui Brown è andato a nozze. E nemmeno dell'incapacità di cambiare piano quando il tedesco lo bombardava con il servizio, provando il serve and volley in ben 99 occasioni (che gli hanno fruttato 71 punti). Di sicuro è un match che resterà nella memoria. Tra qualche tempo sapremo anche se avrà fatto storia. La speranza, per Nadal, è che il badge pubblicitario sulla maglia di Dustin Brown non sia un sinistro presagio per il suo futuro. C'era scritto “lastminute.com”.

 

WIMBLEDON 2015 – TABELLONE MASCHILE