Fra quelli già scesi in campo nel 2015, Ernests Gulbis è l'unico top 100 a non aver ancora vinto un incontro. Un dato preoccupante, ma il lettone lo prende con filosofia. "Non è un gran problema, il tennis è così. Un paio di vittorie e tutto andrà a posto".Ernests Gulbis non è mai stato un personaggio banale. Né da bambino, figlio di uno degli uomini più ricchi della Lettonia e piccolo attore in un film, né da tennista. Prima di compiere i 20 aveva raggiunto i quarti al Roland Garros e sembrava pronto per spaccare il mondo, poi si è perso, è uscito dai primi 150 e pareva finito, ma una ramanzina di mamma Milena ha rimesso le cose ha posto. Gulbis è tornato a fare sul serio, sino a prendersi la semifinale a Parigi (con le vittorie su Berdych e Federer) e un posto fra i top ten. Tuttavia, il carattere è rimasto lo stesso di quando a Stoccolma venne arrestato per aver adescato una prostituta (“non sapevo fosse reato”). Nel 2013 spiegò la sua rinascita con lo stop a feste e abuso di alcolici, e dopo la semifinale al Roland Garros si "vantò" (salvo poi smentire) di aver sprecato in una sola serata al casinò gli oltre 500mila dollari di prize money. Per questo, non sorprende scoprire che il numero 14 del mondo sia l’unico top 100 (esclusi gli infortunati Cilic, Tsonga e Sock) a non aver vinto ancora un incontro nel 2015. Ha già disputato cinque tornei, uscendo sempre di scena al primo turno, pur senza mai affrontare un top 30. A Dubai si è arreso a Denis Istomin. La cosa che sorprende ancora meno è la sua reazione al periodo negativo, ovviamente preso con estrema filosofia. “Mi è capitato un sacco di volte di trovarmi in situazioni difficili – ha spiegato in un’intervista al portale Sport360 – quindi ci sono abituato. Il tennis è così: a volte vinci, a volte perdi. Non è un grosso problema. Devo solo continuare a lavorare come se tutto stesse andando bene, non è un periodo difficile che rovina una stagione. Al momento la fiducia è sotto zero, ma il 2015 è solo all’inizio. Mi bastano un paio di vittorie e tutto si sistema. Questo periodo è la quiete prima della tempesta. Sto facendo in modo che i miei avversari si rilassino, distratti dalle mie sconfitte. A quel punto colpirò. Un bel risultato e sarò di nuovo quello di prima”.
 
"DIPENDE TUTTO DA ME"
Visto il tennis che è in grado di esprimere, vien da credere alle sue parole. Tuttavia il tempo passa e la situazione si aggrava. Da inizio anno ha già perso oltre 600 punti, e a Indian Wells dovrà difendere i quarti del 2014. Facile pensare che la crisi di risultati sia dovuta a un’offseason affrontata con leggerezza, ma a suo dire non è così. “Certo, c’è stata un’interessante parte dedicata al relax di cui è meglio se non parliamo, ma poi mi sono dedicato al 100% al tennis. Infatti, fisicamente mi sento bene, i problemi alla spalla che mi hanno condizionato nella seconda parte del 2014 sono ormai passati. Lo scorso anno ho sbagliato a provare a curare la spalla pur continuando a giocare, ma nel periodo di pausa ho avuto il tempo di sistemare tutto. Ora è quasi al 100%, il problema è il gioco. Non ho timing, e in allenamento gioco anche peggio che durante gli incontri. Ma anche quello arriverà”. Come più volte dimostrato in passato, quando il suo tennis funziona, Gulbis ha ben poco da invidiare anche ai migliori. Non a caso, pur essendo stato al massimo numero 10, vanta oltre dieci vittorie contro i top ten, Federer, Djokovic, Murray compresi. Con Nadal invece ha perso sette volte su sette, ma l’ha spaventato nella gran parte delle occasioni. “Posso perdere da chiunque, ma anche vincere con chiunque. La differenza la fa spesso il mio gioco. Chiaramente se i migliori giocano al massimo la situazione si complica, ma sono certo che se gioco il mio miglior tennis posso battere tutti gli altri, alcuni top ten compresi. Dipende principalmente da me”. Vero, verissimo. Certo, se solo lo dimostrasse un po’ più spesso…