Il tennista di origini montenegrine regala al Canada il primo successo dopo 16 anni. Battuto in finale con un doppio tiebreak, Verdasco…

di Giorgio Spalluto – foto Getty Images

 

Continua a San Jose il momento d’oro di Milos Raonic, la stella emergente più fulgida del firmamento maschile. Il ventenne canadese di origini montenegrine, già grande protagonista agli Australian Open dell’eliminazione, tra gli altri, di Youzhny e Llodra, regala al suo paese un successo che mancava da 16 anni, da quando cioè, Greg Rusedski si impose nel 1995 a Seul.

 

L’ultimo a cadere sotto i colpi di Milos è stato Fernando Verdasco, numero 1 del seeding e campione uscente, sconfitto per 7-6(6) 7-6(5), incapace soprattutto nel primo set di sfruttare le molte chance a disposizione. E’ lo spagnolo, dei due, a farsi più pericoloso nei turni di risposta. Si porta 0-30 sul 2-1, 15-30 sul 5-4, senza riuscire mai a issarsi a palla break. Il servizio del canadese fa la differenza nei momenti più delicati e si giunge così al tiebreak.

 

L’equilibrio si spezza sul 3-2 in favore di Verdasco. Un doppio fallo di Raonic sembra spianare la strada al tennista madrileno che si porta sul 6-2, ma riesce a farsi annullare tutti e quattro i set-point. E’ un gran rovescio di Raonic a suggellare il filotto di 6 punti consecutivi appannaggio del canadese che, a differenza dello sprecone avversario, non si lascia pregare e sfrutta subito l’occasione mettere la testa avanti.

 

Il canovaccio del secondo set non si discosta molto da quanto visto nel primo. Il servizio la fa da padrone senza problemi fino al 4-4. E’ il nono gioco quello in cui si assiste alla prima palla break del match in favore di Verdasco. Raonic si aggrappa alla sua arma preferita, la battuta, e cancella l’ennesima chance non sfruttata dallo spagnolo, costretto ancora una volta al tie-break.

Questa volta è Milos a conquistare il primo minibreak sul 3-2. Il canadese sfrutta i due turni di servizio successivi e, con uno splendido dritto, si procura tre match point.

Verdasco salva i primi due sul suo servizio, ma nulla può sulla gran prima del canadese che, oltre alle indubbie qualità tecniche, dimostra una solidità mentale non comune, soprattutto per un giovane non avvezzo a questi palcoscenici.

 

Non si può dire la stessa cosa del più navigato Fernando Verdasco che conferma il suo ruolino non eccezionale nei match che assegnano il titolo. Su 14 finali, l’iberico ne ha vinte solamente 5.

 

Raonic diventa il quarto giocatore a rompere il ghiaccio e vincere il primo titolo a San Jose dopo Michael Chang (1988), il Renzo Furlan (1994) e Andy Murray (2006). Un successo che gli consentirà di scalare ancor più la classifica e issarsi al numero 59. La scalata al vertice è appena cominciata.

 


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