L'italoargentina cancella Madison Keys, dominando il terzo set dopo aver sciupato quattro matchpoint nel secondo. Nella tombola di questo Wimbledon femminile, potrebbe anche uscire il numeretto di Camila. La buona notizia è la capacità di resettare le memorie negative.

C'è spazio anche per Camila. Starà a lei prenderselo, in questo Wimbledon che sembra una tombola. Ogni giocatrice ha il suo numeretto, nella speranza che possa uscire quello magico. Sono in tante, oggi, a poter visualizzare una folle immagine: stringere a sé il Rosewater Dish, nel pomeriggio di sabato 15 luglio. A maggior ragione dopo l'eliminazione di Petra Kvitova, forse la più accreditata alla vigilia. Nel calderone, oggi più che mai, c'è posto anche per Camila. Guardate la foto qui sopra: quante volte l'hanno immortalata in un'esultanza del genere? E' un'immagine di valore, così come due belle vittorie in tre set. Lunedì aveva tenuto a bada i trucchi psicologici di Alize Cornet, stavolta ha cancellato la furia di Madison Keys, ancora in lotta con quel polso che non la lascia in pace. Hanno dovuto rimetterci mano, giacché l'operazione dello scorso autunno non l'aveva sistemato a dovere. Condizioni a parte, il campo ha offerto un 6-4 6-7 6-1 che spinge la Giorgi al terzo turno, per la quarta volta ai Championships. Nel 2012 si è spinta fino agli ottavi. Allora, 20enne di belle speranze, superò Pennetta, Tatishvili e Petrova prima di cedere ad Agnieszka Radwanska. Insieme allo Us Open 2013, resta la sua migliore apparizione in uno Slam. Dopo averla ammirata nel terzo set, molti si domandano se potrà finalmente fare uno, due, tre passi in più. Può darsi, ma dovrà combattere con il suo più grande avversario: l'incostanza. Troppe volte ha illuso con grandi partite, troppe volte ha fallito la prova del nove. Quella di venerdì sarà bella succosa, contro una ragazza che si è presa un ruolo che, qualche anno fa, avrebbe potuto essere di Camila. Jelena Ostapenko ha dato gloria eterna alla Lettonia, vincendo il Roland Garros da numero 47 WTA.

RESET
Hanno qualcosa in comune, Jelena e Camila. In primis uno stile di gioco che non conosce la pazienza. Per loro non esiste l'attesa, la costruzione del punto. Esistono soltanto colpi definitivi. Vincenti o no, dipende da mille cose. Nelle due settimane di Parigi, il mondo della Ostapenko si è chiuso in 23,77 metri di terra rossa. A Wimbledon sta soffrendo: sia Sasnovich che Abanda l'hanno costretta al terzo set, ma alla fine l'ha spuntata lei, forte di quell'aura conquistata a Parigi, che l'ha marchiata a vita, un bollino qualità, come se avesse un quindici di vantaggio a ogni game. La Giorgi potrà fare altrettanto? Le potenzialità ci sono: l'erba sembra cucita addosso al suo tennis, costruzione artigianale di potenza e atletismo. Ma senza continuità, Camila è rimasta una specialista nelle corse di un giorno, mentre nelle gare a tappe non è mai stata il lizza per la “generale”. Il suo vantaggio, per riuscirci stavolta, risiede nell'approccio mentale. Guido Pella, recente vincitore al Challenger di Milano, sostiene che il tennis non premi le persone intelligenti. Pensano troppo, hanno in testa mille soluzioni e creano confusione. La Giorgi ha il vantaggio di avere in mente le 2-3 cose che sa fare (peraltro benissimo), tanto da rifiutare anche il tanto discusso “Piano B”. Nel complesso è un male (così come è un male il groviglio psicologico in cui si era infilato Pella), ma sull'erba può essere un vantaggio. Sui prati paga l'istinto, la giocata senza ragionamenti. Camila, in questo, è maestra. E poi ha un enorme vantaggio: dimentica al volo tutto quello che succede, nel bene e nel male. Lo ha dimostrato contro la Keys, dopo aver bruciato quattro matchpoint nel tie-break del secondo set, perso 12-10 dopo che la partita aveva regalato un solo break fino al 6-4 3-3. Poi siamo entrati nel disordine, nella monetina, nella tombola. E' uscito il numerino della Keys: quando si pensava che Camila avrebbe pagato il conto, o che il match sarebbe stato sospeso per oscurità, la Giorgi ha espresso il suo miglior tennis. Chapeau.

“ARRABBIARSI NON SERVE”
"Il tennis è così, può capitare di avere quattro match point e non chiudere. Inutile starci a pensare, arrabbiarsi non serve a nulla. Devi continuare a giocare. Nel terzo set non è calata la mia avversaria, piuttosto ho giocato bene io, ho mantenuto alto il livello per tutto l'incontro e ho servito molto bene” ha detto la Giorgi. Sembrano frasi di circostanza, in realtà hanno un valore immenso. Camila non brilla nell'arte della comunicazione, ma il concetto va assimilato: quante giocatrici hanno la capacità di non arrabbiarsi, di guardare sempre avanti? Pochissime. La Giorgi possiede questo dono, ma ce l'ha anche la Ostapenko. Oltre a un sostanzioso montepremi, il match-sparatoria che ci attende venerdì offrirà un pass importante per la seconda settimana. Troppe volte i fan della Giorgi, che la venerano con passione sfrenata, abbagliati dal fiammeggiare dei suoi colpi, sono rimasti delusi. Le ambizioni di grandeur sono rimaste tali, ma se c'è un torneo dove può succedere il miracolo, beh, è proprio Wimbledon. Gli entusiasmi post-Keys lasciano il tempo che trovano, anzi, possono essere pericolosi. L'importante è esserne consapevoli. Dalla consapevolezza possono nascere tante belle cose.

WIMBLEDON DONNE – Secondo Turno
Camila Giorgi (ITA) b. Madison Keys (USA) 6-4 6-7 6-1