Grazie al lavoro dell’Università Cattolica, sede di Brescia, il “fondo” Clerici è ora disponibile online per la consultazione

Se il ricordo di Gianni Clerici è sempre vivo nella mente degli appassionati e fa capolino tra un commento in telecronaca o una lettura di un articolo (Gianni, quanto ci manca la tua verve!), sentirlo più vicino da oggi sarà più semplice.
Grazie al lavoro dell’Università Cattolica, sede di Brescia, coordinato da Pierangelo Goffi, bibliotecario e responsabile delle raccolte storiche, e da Francesco Rognoni, ordinario di letteratura inglese e americana, il fondo donato dalla famiglia Clerici è stato interamente digitalizzato ed è divenuto parte di un portale disponibile alla consultazione.
Un tesoro inestimabile che conta 340 manifesti, 1725 fotografie, centinaia di riviste e oltre mille monografie, tra cui biografie e autobiografie di tenniste e tennisti, manuali di tecnica tennistica, enciclopedie tennistiche e volumi di statistica.
Una collezione che non è errato indicare come la più vasta al mondo dedicata al nostro sport dopo quella di Wimbledon. Gianni aveva scelto con cura ogni pezzo, scovato e raccolto ogni pepita per arricchire e disegnare così il suo mondo.
L’occasione per presentare il portale “Lo scriba del tennis. Libri e carte di Gianni Clerici” è stata una lezione aperta tenutasi a Brescia, nell’Aula Gemelli dell’Università Cattolica, nel “Gianni Clerici day II”, in cui lo scrittore e traduttore Matteo Codignola, insieme al nostro direttore Stefano Semeraro, a Pierangelo Goffi e ai professori Franco Lonati e Francesco Rognoni hanno dialogato facendo rivivere emozioni e atmosfere che circondavano lo scrittore.
«Abbiamo fatto trent’anni insieme girando il mondo – ha ricordato Stefano Semeraro -: arrivava a Wimbledon in bicicletta, durante gli Us Open andavamo la sera a vedere gli spettacoli di Broadway e quando uscivamo lui correva lungo la 7th Avenue per dimostrarci che era ancora in forma. Parafrasando Mourinho “chi sa solo di tennis non sa niente di tennis”, e Gianni rispecchiava perfettamente questa definizione: lui sapeva di tennis perché era ricco di passioni, andava alle mostre, agli spettacoli, seguiva ed apprezzava tutti gli sport. Se oggi siamo una nazione trainante nel tennis, anche da un punto di vista giornalistico, lo dobbiamo a lui».
«Clerici è un mito assoluto per gli appassionati di tennis – ha aggiunto Pierangelo Goffi – Quando sono andato per la prima volta nella sua casa di Como per organizzare il trasporto della sua collezione a Brescia sono rimasto sbalordito. Tutto in quell’abitazione ricordava il suo amato tennis, come il corrimano della scala a forma di racchetta. Insieme a Gianni Brera, è stato il giornalista sportivo italiano più grande di tutti i tempi».
Codignola ha allargato il discorso al lavoro di traduzione, raccontando delle difficoltà incontrate nella resa dell’opera “Levels of the Game” di John McPhee. «Ho scritto e tradotto tanti libri sul tennis, ed è immensamente difficile – ha ammesso -: raccontare lo sport lo è sempre, si rischia di scadere nella noia, soprattutto oggi che siamo abituati a vederne così tanto che le parole rischiano di diventare riduttive».
Un’opera di valorizzazione delle fonti storiche importante, dunque, che ha già permesso a due studenti di realizzare la propria tesi immergendosi nel mondo di Gianni. Tanti i giovani intervenuti, curiosi di approfondire le relazioni tra tennis e scrittura, giornalismo e il personaggio Clerici.
L’augurio è che questo portale diventi un punto di incontro virtuale per tutti gli appassionati del tennis e dello Scriba.