A SPASSO PER IL FORO – In un torneo combined possono succedere cose strane: ad esempio, che Roger Federer debba aspettare che finisca la conferenza stampa di Garbine Muguruza. Brilla il Sol levante del Giappone, mentre Djokovic incassa un terrificante 6-0 da Bellucci (ma si riprende in tempo). La domanda un po’ spiazzante a Juan Monaco.

Ci sono piccoli gesti che fanno la differenza. Ieri ci era piaciuto sottolineare la disponibilità di Andy Murray con i ragazzini, in uno dei rari momenti in cui si trovava in un’area pubblica e senza guardie del corpo. Oggi è successo qualcosa di divertente quando Roger Federer si è presentato in conferenza stampa dopo la sconfitta contro Thiem. Quando lo svizzero è sbucato dal tunnel, non era ancora terminata la conferenza stampa di Garbine Muguruza. La spagnola non sapeva di averlo alle spalle, forse era sorpresa di vedere così tanta gente ad ascoltare le sue parole. Poi se n’è resa conto e ha detto: “E’ arrivato Roger, vero?”. Da parte sua, lo svizzero ha aspettato senza dare segni di insofferenza. Ha tirato fuori il telefonino, smanettando fino a quando si è liberato il tavolo. Roger era soddisfatto, aveva preso questo torneo come un test in vista del Roland Garros. “Ho vissuto due sensazioni opposte: da una parte ero contento di esserci, dall’altra c’era la frustrazione di non poter giocare al meglio. Non è stato un match tattico, ho giocato con quello che avevo. Adesso deciderò se restare a Roma, fare un salto in Svizzera oppure andare direttamente a Parigi”. Il torneo ha perso Federer, ma vivrà un quarto di finale di lusso tra Novak Djokovic e Rafael Nadal: non si poteva chiedere di meglio. Sarà un test probante in vista di Parigi. Nadal sta ritrovando fiducia mentre Djokovic ha incontrato qualche difficoltà di troppo. Non incassava un 6-0 da quattro anni, anche se poi si è ripreso in tempo e ha battuto in rimonta Thomaz Bellucci. “Per il primo set dobbiamo dare credito a lui. Mi sono ritrovato nel bel mezzo di una tempesta. E’ stato impressionante, vedeva la palla grande come un cocomero, rispondeva sempre profondo e aggressivo. A metà del secondo set ho visto che Berdych ha perso 6-0 6-0. Per fortuna io ne ho incassato soltanto uno…”. La sensazione è che il divario tra i due si sia assottigliato: Roma ci dirà se e quanto.


La giornata era iniziata con la presentazione del libro: “Smash: quindici racconti di tennis”. Ne parliamo volentieri per almeno due motivi: intanto perché vi abbiamo già proposto un capitolo, in accordo con la casa editrice, e poi perché l’idea è simpatica. Un libro di tennis senza citare il mondo dei professionisti, ma basato quasi esclusivamente su racconti realmente vissuti dagli autori, è molto originale. Chi si trovasse a Torino per il Salone del Libro, sabato pomeriggio, potrà assistere a un’altra presentazione. Non abbiamo verificato, ma siamo pressoché certi che Roma abbia per la prima volta due giapponesi ai quarti di finale, un uomo e una donna. Ma se Kei Nishikori era prevedibile (da seguire il serale di venerdì contro Thiem), nessuno si aspettava di trovare Misaki Doi. Lei è piccolina, mancina ed è equipaggiata esclusivamente dal marchio Srixon (che fornisce le racchette a Kevin Anderson). Nel suo caso c’è tutto: racchette, scarpe e abbigliamento. Il suo dritto ha lasciato spesso ferma Johanna Konta, decisamente ridimensionata dopo il successo sulla Vinci. Misaki è una giocatrice interessante e lo aveva già dimostrato a gennaio, quando era arrivata a tanto così dal successo su Angelique Kerber. La stessa che dieci giorni dopo avrebbe vinto il torneo. A fare il tifo per lei c’erano una dozzina di giapponesi, armati di bandierine e profonda educazione. Avremmo molto da imparare, dalla cultura del Sol Levante. C’è rimasta male Cathie Sabin, presidentessa LTA, seduta nel pubblico in mezzo alla gente. La federtennis britannica è molto diversa dalla nostra, dove il presidente ha un grosso potere operativo. Da loro è un incarico onorifico. Gli incarichi operativi sono riservati all’amministratore delegato. Dopo anni di fallimenti, hanno scelto il canadese Michael Downey: sarà stato un caso, ma hanno vinto la Coppa Davis e il loro movimento è crescita (leggera ma sensibile). D’altra parte, Downey aveva già fatto miracoli in Canada.


Preoccupano le condizioni di David Ferrer. Senza nulla togliere alla bella prestazione di Filippo Volandri, aveva mostrato qualche crepa già al primo turno. Contro Lucas Pouille ha raccolto la miseria di cinque game. E’ irriconoscibile. A 34 anni compiuti, abbiamo paura che sia entrato in una parabola discendente e irreversibile. Curiosamente, è uno dei pochi tennisti ad aver avuto un calo di prestazioni dopo il matrimonio. Tuttavia, crediamo che la crisi non dipenda da Marta Tornel. Semplicemente arriva sulla palla con una frazione di secondo di ritardo…e sbaglia. Chi invece si è ripreso alla grande è Juan Monaco. Battendo Stan Wawrinka è tornato a superare un top-10 e si candida per la Coppa Davis contro l’Italia, dove ci sarà anche Juan Martin Del Potro (a proposito, siamo stati proprio noi a informare Monaco della disponibilità di “Delpo”: lo aveva comunicato non più di 20 minuti prima). I rapporti tra i due non sono idilliaci come qualche anno fa. Nell’intervista, che leggerete oggi, gli abbiamo chiesto come sono i rapporti con Daniel Orsanic, il capitano che l’anno scorso non lo ha convocato per il match contro il Brasile. Lui ha dato una risposta diplomatica e (molto) educata, ma l’impressione è che la domanda non sia piaciuta. Forse qualcuno non si aspettava che fossimo al corrente delle beghe interne del clan argentino. Per chiudere: al Foro Italico fa freschino. Se programmate una sortita nel weekend, maglione e giubbotto sono d’obbligo. Se poi farà caldo, tanto meglio. Ve li potrete levare. Ultima postilla per Barbora Strycova: al secondo turno era sotto 4-0 contro Heather Watson, poi ha vinto 24 degli ultimi 27 game giocati e nella notte di giovedì ha ridicolizzato Genie Bouchard.