La statunitense si sta rivelando al mondo ed è nei quarti a Bogotà a 16 anni e un mese: scopriamo la classe 2009

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Julieta Pare(ja) forte. Nata il 18 febbraio 2009, la statunitense questa settimana a Bogotà si sta rivelando per la prima volta a livello di circuito maggiore e si è qualificata per i quarti di finale del WTA 250 sulla terra battuta colombiana. Partita dalle qualificazioni con una wild card, ha superato la canadese Zhao e l’olandese Vedder e poi è diventata la prima classe 2009 a vincere un turno nel circuito maggiore battendo la colombiana Sanchez Uribe al primo turno, ripetendosi al secondo turno contro la rumena Tig per approdare addirittura ai quarti di finale.

Risultati che consentono a Pareja di essere ampiamente la giocatrice ad essere nata nel 2009 davanti alle coetanee nel ranking WTA: dopo questa settimana entrerà per la prima volta tra le prime 400 del mondo. Un exploit che non è isolato per Pareja, visto che già l’americana si era messa in luce durante le qualificazioni degli US Open dello scorso anno, battendo Day e Stefanini e fermandosi solo al turno decisivo contro Birrell, mentre a inizio estate scorsa ha vinto il 15000 dollari di Rancho Santa Fe.

Con questo piazzamento diventa la più giovane a raggiungere i quarti di finale in un WTA dal 2021, quando a 15 anni Linda Fruhvirtova raggiunse i quarti a Charleston. In Colombia è abbracciata dal pubblico di casa, avendo delle origini colombiane da parte di entrambi i genitori (la madre è di Bogotà): nel suo team si respira aria sudamericana, essendo seguita da Agustin Velotti, ex tennista argentino che è stato nei primi 200 del ranking ATP.

Se consideriamo i match tra professionismo e tornei juniores, ha vinto 14 delle ultime 16 partite, conquistando il titolo a gennaio nel J300 di Barranquilla e qualche giorno fa nel J300 di Indian Wells, torneo parallelo a quello professionistico. Il suo gioco offensivo sta già facendo breccia nel tennis che conta e chissà se questo risultato non le permetterà già di giocare con continuità i tornei professionistici piuttosto che rimanere nel circuito juniores: le armi per competere a questi livelli ha già dimostrato di averle.