Nonostante i tre tornei ATP che si stanno svolgendo questa settimana, Paul e Tiafoe sono gli unici top 20 a competere: il motivo è da ricercarsi nella ricca esibizione a firma Mouratoglou

Foto di Ray Giubilo

Sta volgendo al termine una settimana piuttosto atipica nel circuito ATP, dove i tre ‘250’ che si stanno disputando a Houston, Marrakech e Bucarest sono allineati alle semifinali. Guardando le varie entry-list dei tornei menzionati, infatti, può risaltare subito all’occhio la scarsa partecipazione dei giocatori che militano in top30: soltanto a Houston ci sono Tommy Paul (11) e Frances Tiafoe (17), mentre a Marrakech la prima testa di serie è Sebastian Baez (34) e a Bucarest Nuno Borges (36).

Una spiegazione a questa situazione decisamente insolita si trova però facilmente allargando gli orizzonti, ed è da ricercarsi nello svolgimento in quel di Nimes – in Francia, dell’Ultimate Tennis Showdown (UTS). Si tratta di una esibizione che è stata messa in piedi a partire dal 2020 da Patrick Mouratoglou – in risposta al periodo di stop forzato dovuto alla pandemia del Covid – con regole piuttosto singolari (su tutte il punteggio che si conta seguendo l’ordine numerico e non con i classici 15-30-40) e, come ogni buona esibizione vuole, un lauto compenso economico per chi vi partecipa. Nella giornata di ieri infatti sono andati infatti in scena i quarti di finale della competizione, e questo era il campo di partecipazione: Fritz, Monfils, De Minaur, Humbert, Rublev, Shelton, Ruud e Rune. Ci sono ben 4 top 10 e 7 top 20, ed è singolare soprattutto la scelta di Shelton che ha preferito una ricca esibizione piuttosto che difendere il titolo a Houston dello scorso anno.

La situazione descritta è sicuramente figlia del periodo storico che sta vivendo il mondo del tennis, con le richieste sempre più pressanti da parte dei giocatori per avere a disposizione una fetta sempre più grande dei profitti dei tornei. Resta tuttavia singolare la scelta fatta dai primi della classe, soprattutto in una fase della stagione che dovrebbe vederli impegnati nella preparazione della lunga stagione sul rosso che culminerà con il Roland Garros. Bisognerebbe chiedersi infatti se la volontà di generare profitti possa essere – o diventare – più importante del tennis stesso, e dei risultati da conseguire sul campo da gioco.