È la frase che Svetlana Kuznetsova ha tatuatata sul braccio destro. Ha confessato di volerla cancellare, eppure rappresenta a pieno le sue WTA Finals. Dopo la vittoria di grinta e cuore contro la Radwanska, la russa ha superato in un match thriller anche la Pliskova. E si è guadagnata la prima semifinale in sette apparizioni al Masters.

Fra i vari tatuaggi di Svetlana Kuznetsova, ce n’è uno particolare. Una frase, piuttosto grande, ricamata sul bicipite del braccio destro. Recita “Pain doesn’t kill me, i kill the pain”. “Il dolore non mi uccide, io uccido il dolore”. Alla vigilia delle WTA Finals di Singapore, ha confessato l’intenzione di farlo cancellare, perché – ha detto – fatto un po’ di fretta, senza pensarci troppo. Ma chissà che non possa cambiare idea al termine di un torneo che sin qui ha dell’incredibile. Fino alla vigilia non era nemmeno sicura di esserci, mentre quattro giorni più tardi ha raccolto due vittorie una più complicata dell’altra ed è in vetta al Gruppo Bianco, dopo aver ammazzato le fatiche delle ultime settimane con un carattere e un cuore con pochi eguali nel Tour. Nelle sei precedenti partecipazioni al Masters di fine anno non aveva mai vinto più di un incontro, mentre ce l’ha fatta stavolta, a sorpresa, replicando contro Karolina Pliskova il successo ottenuto all’esordio contro Agniszka Radwanska. Due match che in comune hanno molto, soprattutto un finale thriller in bilico fino all’ultima palla, che ha premiato di nuovo la trentunenne russa, passata 3-6 6-2 7-6 dopo 2 ore e 17 minuti. Stavolta non ha avuto bisogno di salvare dei match-point, ma il suo incontro sembrava ancor più compromesso rispetto a lunedì, quando la Pliskova ha rimesso in piedi un terzo set partito malissimo e al servizio sul 6-5 ha vinto i primi due punti. Sul 30-0 pareva finita, e ci poteva anche stare visto che la Kuznetsova la sua chanche l’aveva buttata via in precedenza, lasciandosi rimontare da 5-3. E invece, dentro al suo cuore (come ha detto lei stessa a fine match) ha trovato la forza per regalarsi un altro miracolo. Con quattro punti di fila si è presa il tie-break, con altri quattro è volata 4-1 e poi 6-3. E non ha fatto una piega quando la rivale l’ha ripresa sul 6-6, vincendo altri due punti come se fosse la cosa più facile del mondo.

MILLE CAPOVOLGIMENTI, MA VINCE ANCORA LEI
Dopo il match-point si è inginocchiata sul cemento del Singapore Sports Hub, e in quel momento sarebbe stato curioso entrare nella sua testa, per capire cosa le diceva una mente forgiata da anni e anni di esperienze nel circuito. Il fisico, logorato da una stagione lunga e ricchissima di incontri combattuti (oggi ha vinto il 22esimo al terzo set: un’infinità), non ne può praticamente più. Ma la grinta e la voglia di stupire, di vivere ancora un po’ in un ambiente di altissimo livello che le sembrava ormai precluso, possono fare degli autentici miracoli. È vero che la Pliskova l’ha aiutata con un match parecchio al di sotto dei suoi standard, litigando dall’inizio alla fine con una prima palla di servizio che è entrata una volta su due e le ha fruttato solamente il 52% dei punti, così da obbligarla a giocare praticamente senza la sua arma principale. Ma anche Svetlana aveva più di un problema, e si sono visti tutti nel set d’apertura. La Pliskova – al comando dall’inizio – non ha avuto bisogno di fare chissà cosa, e quando l’ha rimessa in partita con un brutto game lei ha restituito favore e break con due doppi falli. E quando ha perso subito la battuta all’inizio del secondo, il match poteva anche finire. Invece ha reagito anche stavolta, è salita di livello e ha iniziato a dominare, contro una Pliskova sempre più spenta e fallosa. Nel terzo è volata subito 2-0, poi 4-1, quindi 5-3, ma sul più bello ha perso la bussola e il match si è ribaltato. Fino a trovare il suo massimo equilibrio sul 6-6 del tie-break: 94 punti a testa. È brutto ridurre le emozioni ai freddi numeri, ma statistiche alla mano la differenza l’hanno fatta tutta gli ultimi due: la Kuznetsova ha sparato prima un diritto vincente in uscita dal servizio, e poi ha chiuso con uno splendido rovescio lungolinea, che la porta dritta in semifinale. Andare oltre sarà durissima, ma per il momento in testa nella scala dei meriti c’è lei. In solitaria.

WTA FINALS SINGAPORE – Gruppo Bianco (Day 2)
Svetlana Kuznetsova (RUS) b. Karolina Pliskova (CZE) 3-6 6-2 7-6



IL SUCCESSO DI LUNEDÌ SULLA RADWANSKA
LA SCHEDA WTA DI SVETLANA KUZNETSOVA