Tra le varie storie “sommerse” emerge quella di Dzmitry Zhyrmont, nome impronunciabile e un ranking che non migliora da cinque anni. Ma lui ci crede ancora: “Quest'inverno ho lavorato come si deve a Minsk, spero di fare il salto di qualità”. (Foto Antonio Milesi)   

ALZANO LOMBARDO – Il circuito minore è pieno di giocatori che non mollano. Anno dopo anno, torneo dopo torneo, vivono in attesa della settimana della svolta. Qualcuno ce la fa, tanti sono destinati a rimanere nel limbo e costretti a reinventarsi una carriera dopo il ritiro. Chi ci spera ancora è Dzmitry Zhyrmont, 26enne bielorusso che da cinque anni veleggia la 200esima e la 300esima posizione del ranking ATP. E' sempre lì, alterna Futures e Challenger, ma non riesce a effettuare il salto di qualità. Ci riprova al Trofeo Perrel-FAIP di Bergamo (42.500€, Play-It), dove è giunto all'ultimo turno delle qualificazioni battendo Roberto Marcora. Zhyrmont avrebbe potuto chiuderla in due set, ma ha sciupato un buon numero di palle break e un vantaggio di 4-1 nel tie-break del secondo set. Perso quello, gli è bastato un break per portare a casa il 6-4 6-7 6-3 che lo proietta a un passo dal main draw. Per centrare l'obiettivo dovrà battere il ceco Jan Satral, che con un doppio 6-2 ha smorzato i sogni di Lorenzo Sonego. “Il campo di Bergamo è piuttosto veloce, ma per me è normale – dice Zhyrmont – sono cresciuto in Bielorussia giocando su campi di questo tipo. Adesso da noi sono molto più lenti, ma mi trovo ancora bene. Sono quelli su cui ho iniziato”. Zhyrmont gioca davvero bene: non concede nulla al servizio, il rovescio è molto preciso e anche il dritto sembra incisivo. Volendo fare un paragone, ricorda vagamente Bernard Tomic. Che fare per ottenere il tanto atteso salto di qualità? “In inverno ho lavorato come non mai, in un'accademia di Minsk insieme al mio coach Vladimir Voltchkov. Lo ricordate? E' stato semifinalista a Wimbledon. Abbiamo lavorato molto sul dritto e il mio tennis è diventato sempre più aggressivo, adesso riesco a chiudere lo scambio in 2-3 colpi”.

 

BIELORUSSIA A DUE FACCE

Zhyrmont si è presentato a Bergamo da solo, con tutto quel che consegue: deve organizzarsi da solo, dagli spostamenti alle sedute di massaggio, passando per la prenotazione dei campi di allenamento. Però nutre grande fiducia nel lavoro svolto in Bielorussia dal suo staff. “Abbiamo lavorato parecchio anche sulla parte atletica e adesso ho una grande condizione, la migliore di sempre. Posso giocare più ore senza stancarmi, sono più potente e gioco con agio anche per tre set”. A Bergamo ci sarà anche un connazionale, Egor Gerasimov, con cui condivide coach Voltchkov. “Mi alleno e viaggio spesso insieme a lui, però nel 2015 Egor ha fatto un grande salto di qualità vincendo il challenger di Bratislava. Adesso il suo ranking gli consentirà di giocare tante qualificazioni ATP. Spero di migliorare anch'io e raggiungerlo il prima possibile”. Più in generale, la Bielorussia sta vivendo un momento a due facce. In campo femminile le cose vanno alla grande: non c'è soltanto Vika Azarenka, ma anche due buone giocatrici come Olga Govortsova e Aliaksandra Sasnovich. “Ma non vi dimenticate Vera Lapko, una ragazzina che ha vinto l'Australian Open junior”. In campo maschile, tuttavia, non va così bene. “Soprattutto in singolare, a dire il vero – dice Zhyrmont – a parte me e Gerasimov non c'è molto, anche se c'è un giovane interessate, si chiama Ilya Ivashka. So che è venuto spesso a giocare in Italia Uladzimir Ignatik, ma lui si è trasferito a Bratislava e non lo conosco così bene. Curiosamente, siamo molto forti in doppio. Oltre a Max Mirnyi, tra i top-100 abbiamo Aliaksandr Bury e Sergey Betov, tutti stabilmente tra i top-100. Insomma, i giocatori non mancano”. Magari il buon Zdmitry non potrà permettersi una vita da nababbo, ma vedendolo giocare è possibile che una chance arrivi anche per lui.