Nel torneo che ha visto trionfare il giovane talento brasiliano Seyboth Wild, il cileno ha confessato di aver disputato i quarti di finale non ascoltando i consigli del medico


Seyboth Wild scrive la storia del tennis brasiliano

Thiago Seyboth Wild è il nuovo campione dell’Atp 250 di Santiago del Cile. Il tennista brasiliano, che tra pochi giorni spegnerà 20 candeline, ha sfruttato al meglio la wild card concessagli dagli organizzatori laureandosi campione al termine di un percorso culminato con la vittoria in finale sul norvegese Casper Ruud, fresco di titolo in quel di Buenos Aires. Per il talento carioca, oltre ad un balzo in classifica di 69 posizioni che potrebbe valergli il main draw del Roland Garros, si è trattato del primo titolo del circuito maggiore della sua giovanissima carriera. Il tutto ottenuto nonostante prima di questo torneo avesse conseguito appena due vittorie nel circuito maggiore, un dato reso ancor più incredibile se consideriamo che il sudamericano ha una bacheca titoli che vanta 3 titoli Futures ed appena un titolo Challenger, step di fatto quasi bypassato grazie ai numerosi inviti che sta ricevendo. Ma c’è di più, perchè il giocatore di Rio de Janeiro ha scritto una pagina indelebile della storia tennista del suo paese: a 19 anni, oltre ad essere il primo classe 2000 ad alzare al cielo un trofeo di questa portata, è diventato il più giovane atleta brasiliano ad affermarsi in una competizione Atp. Era dai tempi di Rafael Nadal, suo idolo di infanzia, che non si registrava una vittoria così precoce in termini di età nella tournée sudamericana: allora il pluricampione spagnolo, appena maggiorenne, si affermò consecutivamente in due dei cosiddetti tornei Golden Swing che fecero da preludio al suo primo storico Roland Garros.

Garin: “Volevo giocare a tutti i costi”

Un percorso, quello di Seyboth in terra cilena, sensazionale ma certamente agevolato dal ritiro nei quarti di finale di Cristian Garin, beniamino del pubblico e senza ombra di dubbio uno dei tennisti più in forma del momento, ormai vero e proprio spauracchio per qualsiasi giocatore su terra battuta. Reduce da una serie positiva di 10 incontri, che oltre alla top 20 del ranking mondiale gli sono valsi i titoli di Cordoba e Rio, il giocatore di casa ha accusato forti dolori alla schiena nella battaglia vinta al tie-break del terzo contro lo spagnolo Davidovich Fokina. Un incontro che, unito alle tante partite giocate nell’ultimo periodo, lo ha debilitato a tal punto da doversi ritirare ad inizio secondo set contro il vincitore del torneo. In conferenza stampa post-match, l’attuale 18 del mondo ha espresso tutto il suo rammarico: “Negli ultimi giorni ho sofferto molto. Il match contro Davidovich è finito molto tardi, così la mattina seguente sono andato a fare una visita medica nella quale mi hanno riscontrato un’infiammazione alla parte bassa della schiena”. In via precauzionale, il medico gli aveva consigliato di non scendere in campo per i quarti di finale, per prevenire eventuali peggioramenti che avrebbero potuto condizionare maggiormente i tempi di recupero: “Il dottore mi ha detto di non giocare e riposare – ha proseguito Garin – ma volevo giocare a tutti i costi. Quando ho visto che non riuscivo più a muovermi ho dovuto però prendere la decisione di ritirarmi”.