La Schiavone in conferenza stampa: “Questo è il mio momento, è bellissimo, emozionante. In finale ci metterò tutta me stessa…

 

da Parigi, Daniele Rossi – foto Ray Giubilo

 

Puoi dirci cosa hai pensato quando ti sei accorta che lei si stava ritirando?

Sapevo che aveva qualche problema, ma non mi sono subito resa conto che stesse abbandonando. Spero che stia bene comunque”

Durante la partita hai avuto qualche sentore che lei avesse dei problemi fisici?

No, non l’ho vista fare nulla di speciale. Per me accorgermi cosa succede dall’altra parte è sempre difficile; già è abbsastanza dura pensare a me stessa e a quello che devo fare. Non so bene cosa sia successo. Comunque è stato un set molto duro, abbiamo giocato bene entrambe, ma io sono stata forse un po’ più solida e quando ho avuto la posssibilità ho cercato di spingere, ma non era facile”

Hai giocato un grande tie-break…

Sì, ho cercato di usare più spin di quanto faccio di solito, di giocare aggressiva e di fare molti cross in modo da farla muovere il più possibile. Questa è stata la chiave”

Avevi già baciato la terra prima?

Sì…due giorni fa! Questa era la seconda volta. E’ buona, molto buona”

Sei delusa del fatto che il match si sia concluso così?

Un po’ sì, non ero pronta al fatto che la partita finisse così…ma non sono arrabbiata! La conosco e la rispetto, quindi se ha deciso di lasciare lo avrà fatto per una buona ragione”

Quando Elena è venuta da te, cosa ti ha detto? E poi cosa hai pensato?

Quando ho vinto il tie-break ero felice di come l’avevo giocato, perchè ero stata aggressiva e non avevo aspettato il suo errore. Poi mi sono seduta, mi stavo asciugando e quando ho alzato la testa l’ho vista…un po’ troppo vicina e mi sono chiesta cosa stesse succedendo. Ci ho messo circa 10 secondi per capire, poi finalmente ho realizzato quando mi ha stretto la mano”

Eri nervosa prima della partita considerando l’importanza delll’evento, anche per il tennis italiano?

Ora ti posso solo dire che sono molto felice e adesso che tutti i giornalisti mi dicono che sono la prima finalista donna, mi rendo conto del risultato storico”

Hai mai pensato che fosse troppo tardi per te per vincere uno Slam?

Mah, forse è questo il momento giusto, può essere tardi per qualcuno o presto per qualcun’altro. Adesso è il mio momento”

Sensazioni per la finale?

Sinceramente non lo so ancora. Posso dirti che scenderò in campo per dare il meglio di mé stessa. Adesso è tempo di riposare e poi sabato ci metterò tutto quello per cui ho lavorato fino ad ora”

Descrivici un po’ le tue emozioni, questo risultato storico, il set vinto, questa conclusione inaspettata…

Ho iniziato a sentirmi non proprio sciolta verso il terzo o quarto game, mi sentivo un po’ tesa e nervosa. Ma sono contenta perchè sono riuscita a portare tutta mé stessa e il mio lavoro in quello che stavo facendo. Mi ero proprio chiesta di fare così”

Quando hai perso le opportunità di breakkare e sei andata sotto 4-3 ti sei preoccupata?

Preoccupatissima! Perchè come si suol dire gol sbagliato gol subito: io ho avuto tre palle break e non le ho sfruttate, mentre lei è passata alla prima. Però se hai così tante occasioni vuol dire che stai facendo le cose per bene, quindi non mi sono abbattuta, ma ho continuato a spingere cercandole il rovescio ed ha funzionato”

Quando hai pensato la prima volta nella vita “voglio vincere il Roland Garros”?

Io ho conosciuto Giovanni Palmigiani, il mio allenatore mentale, nel 2000 e lui mi chiese cosa volevo. Io le risposi che volevo diventare una grande persona, una grande atleta e che volevo vincere il Roland Garros. Penso sia iniziata da qui”

E’ così bello come te l’aspettavi?

E’ bellissimo, emozionante però la cosa migliore è che sono io e rimango io e quindi mi godo ancora di più il momento”

Se un anno fa ti avessero detto che oggi saresti stata numero 7 del mondo e in finale al Roland Garros, cosa avresti risposto? E se dovessi riassumere il tutto con una parola, quale sarebbe?

Direi “cuore”. Cuore nel senso della passione che ho, di tutti gli anni che ho dedicato al tennis, di tutto il lavoro che ho svolto. Ovviamente un anno fa non mi aspettavo di essere dove sono ora, ma ho dovuto trovare le persone giuste che mi hanno aiutato e che incredibile ma vero, ho trovato nelle strutture federali…Sono riuscita a trovare il mio equilibrio con le persone con cui lavoro, rimandendo sempre quella che sono io. L’anno scorso non avevo questo equilibrio o queste possibilità”

In tutti questi anni hai mai dubitato di te stessa e se sì, fino a che punto?

Più che dubbi su mé stessa, avevo delle grande difficoltà, ho avuto degli ostacoli da superare…bella domanda, ma è veramente difficile rispondere”

Hai già realizzato tutto quello che ti sta succedendo, tra diventare numero 7 del mondo e prima finalista donna al Roland Garros o ancora no?

Non molto, te lo potrò dire fra alcuni giorni quello che provo. Posso solo dirti che sono felice”

Come hai fatto a conquistare uno come Corrado Barazzutti?

Con la professionalità e con la generosità. Noi abbiamo queste due cose in comune e per questo ci troviamo bene. Io credo in quello che mi dice, nelle sue qualità da coach, lui crede in me come atleta e questo ci unisce. Anche Renzo Furlan mi sta aiutando molto. Mi sono allenata un mese intero con lui e quando ho bisogno vado sempre da lui. Non è poco ricevere consigli da giocatori che sono stati nei primi dieci-venti del mondo”

Sottolinei sempre come sia importante per te rimanere te stessa, o esprimere te stessa, come mai? E poi c’è ancora margine secondo te rispetto a come hai giocato oggi?

Sì, credo ci sia ancora margine, posso giocare ancora più esplosivo e penetrante. Posso anche migliorare il servizio, andare più spesso a rete…quindi posso fare ancora di più.

In questa professione ci vuole poco a dimenticarsi chi si è e da dove si viene, ci vuole anche poco che i giornalisti fraintendono quello che sono o quello che voglio dire…”

Si sa che l’Italia si dedica sempre molto al calcio, mentre gli altri sport finiscono sempre nelle ulitme pagine. Come vivi questo momento di gloria, sapendo che prima o poi passerà?

Beh l’Italia vuole molte vittorie…anche se tante persone non hanno idea di quanto sia difficile arrivare in una finale o vincere un torneo dello Slam. Ci si dimentica quanto lavoro e quanta disciplina ci vuole. Però il calcio è sempre al centro dell’attenzione, perchè noi italiani decidiamo così, perchè ci piace di più o…non so il perché esattamente. Però nel tennis, come in altri sport, ci vuole tanta disciplina quanto ce ne vuole nel calcio. Quello che mi dispiace di più è non riuscire ad arrivare alla gente, come atleta e come persona. Perà vedo che miglioriamo molto, speriamo di continuare così…

Cosa è cambiato in te come persona in questo ultimo periodo?

Sono molto più consapevole e più sicura di me stessa, vedo materialmente quello che voglio. E’ un fatto di maturità e consapevolezza”

Se chiudi gli occhi a cosa pensi ora? Che Francesca vedi?

Ora mi vedo quando avevo 16-17 anni e vivevo nel mio condominio, andavo ancora a scuola ma sentivo di poter fare qualcosa, di spingere in questa direzione anche se non ne avevo ancora i mezzi”

Sabato c’è la finale con la Stosur, come pensi di arrivarci?

Farò le solite cose, la mia routine per rimanere concentrata. Lei è una di quelle che è migliorata di più in questi ultimi anni, ha una forza spropositata. Ha vinto 6-1 6-2? E vabè…”

Ci hai spiegato come hai conquistato Barazzutti, sosa deve avere un uomo per conquistare te?

Non me lo sono mai chiesta…deve essere intelligente, ambizioso nella vita… e deve essere un figo pazzesco!”

 


 

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