Prima conferenza stampa del serbo dopo la separazione con Marian Vajda. “Ne parlavamo già da fine 2016, ma avevamo deciso di darci ancora un po' di tempo”. Parlando del futuro, Nole è chiaro: “Mi prenderò il tempo necessario, ma mi immagino con qualcuno che abbia vissuto esperienze simili alle mie. E nel tennis non sono in molti”.

C'era grande curiosità per le prime parole di Novak Djokovic al Mutua Madrid Open, primo evento in cui – dopo 11 anni di collaborazione – Marian Vajda non farà più parte del suo team. Ed è curioso che la separazione sia giunta nel bel mezzo della stagione. La prima conferenza stampa madrilena ha permesso a Nole di spiegare le ragioni della scelta. “Non è stata una decisione facile, sia per me che per il mio team. Però sentivamo la necessità di fare qualcosa di diverso. E' stata una scelta condivisa”. L'idea di una separazione è maturata a fine 2016, ma avevano deciso di darsi ancora qualche mese di tempo. “Però è arrivato il momento in cui è stato necessario voltare pagina. Sono molto soddisfatto di questi 10 anni, e grato di tutto quello che hanno fatto per me”. Il futuro di Djokovic, tuttavia, è immerso in una nube. Le sue parole denotano un pizzico di confusione. “Avevo bisogno di un po' di spazio per me stesso, per riflettere. Non voglio fare le cose di fretta, ho molta fiducia e sono sicuro che dopo questo progetto di cambiamento arriveranno cose buone. Quando arriverà la persona giusta, vi informerò”. Ovviamente è già iniziato il toto-coach: normale, visto che Nole è uno dei giocatori più forti del mondo. Lavorare con lui potrebbe svoltare la carriera di un allenatore. In questo momento, il serbo ha idea di quello di cui ha bisogno, però non ci sarebbero ancora nomi in agenda.

ALTRO SUPER-COACH DOPO BECKER?
“Sto attraversando un periodo di conoscenza interiore, voglio analizzare bene il prossimo passo. Il prossimo coach? Immagino che sia qualcuno che abbia vissuto esperienze simili alle mie, e non ci sono molte persone che nel mondo del tennis hanno raggiunto questo livello”. Insomma, tutto farebbe pensare a un super-coach, ex giocatore e vincitore Slam. Un po' come era stato Boris Becker, con il quale ha lavorato per tre anni. La partnership era terminata perché – a quanto pare – il tedesco non apprezzava l'ingerenza di Pepe Imaz nel team. A proposito di Imaz, definito “ideologo” dalla stampa spagnola, Nole ha confermato che continueranno a lavorare insieme, tenendo conto che fa parte del team già da qualche anno, sia pure a tempo parziale. Il resto dal team andrà costruito daccapo, visto che Djokovic ha lasciato andare anche preparatore atletico e fisioterapista. “Mi sento ancora bene sul campo da tennis, nonostante il cambio non ho dimenticato come si gioca a tennis. La routine è sempre la stessa, faccio le stesse cose di sempre con qualche modifica, ma sono contento di sperimentare qualcosa di nuovo. Il futuro non mi spaventa: è la prima volta che resto da solo, ma non credo che questa situazione durerà molto”. Alla Caja Magica, dove è campione in carica e si è imposto tre volte, Nole usufruisce di un bye al primo turno e farà il suo esordio contro il vincente della sfida tra wild card “vintage”, con in campo Tommy Robredo e Nicolas Almagro