Il giudice di sedia ha inflitto un warning per non aver rispettato lo shot clock al tennista serbo, che al successivo cambio di campo ha polemizzato fortemente sulla decisione presa

Foto di Ray Giubilo

Novak Djokovic è stato protagonista di una prestazione di alto livello contro Lorenzo Musetti, approdando ai quarti di finale del Miami Open. Un match che non ha avuto molto da offrire in termini di spettacolo – se non per qualche scambio di livello – visto il punteggio piuttosto netto con cui ha superato il carrarino. Nonostante questo, nelle fasi iniziali del match c’è stato una discussione piuttosto accesa tra Djokovic e il giudice di sedia, l’irlandese Fergus Muprhy. Il momento è il quinto gioco del primo set, con il tennista serbo che era al servizio sul 2-2: scadono i 25 secondi previsti per poter servire, e il giudice di sedia assegna al tennista serbo un warning. In un primo momento Djokovic non dice nulla e conclude il game tenendo il servizio, ma al cambio di campo inizia una discussione piuttosto accesa con Murphy. “Cosa stai cercando di ottenere? Non è il primo match della tua vita, giusto? Siamo al quinto gioco della partita, corretto? Nessun problema, non ci sono nemmeno andato vicino. La prima volta che ci vado vicino, per un secondo, mi dai un warning”.

L’irlandese dal canto suo prova a spiegare che lo shot clock è ormai automatico, e che non è più il giudice di sedia a farlo partire. “Lo shot clock è automatico Novak. Il sistema attuale è questo, si avvia in automatico e devi tenere il passo del cronometro“, questa la replica di Murphy, che viene però ancora attaccato dal serbo. “Non hai mai capito in vita tua i momenti di una partita, dove i giocatori di stanno riprendendo dopo un lungo scambio”. Murphy ha provato a spiegare ancora una volta che è qualcosa indipendente dal suo volere, ma il tennista serbo non ne ha voluto sapere soprattutto perché la chiamata è arrivata appena al quinto gioco del match, nel terzo turno di battuta del serbo.