CARRO ARMATO DJOKOVIC CONTINUA LA MARCIA
Un bagel ieri ad Haider-Maurer, un bagel oggi a Marin Cilic, per un totale di ben dieci dall’inizio della stagione, a certificare un dominio incredibile. Dopo la parentesi del 2014 targata Stanislas Wawrinka, Novak Djokovic è deciso più che mai a prendersi di nuovo il titolo a quattro passi da casa. E visto il tennis mostrato sin qui, viene difficile non pensarlo domenica pomeriggio col trofeo in mano sul Centrale. Se n’è accorto a proprie spese anche Marin Cilic, rispedito a casa con un 6-0 6-3 che sa di umiliazione, al termine di un match a senso unico, di quelli in cui ‘Nole’ prende tutto e sembra non poter sbagliare una palla per ore. Cilic arrivava con buone ambizioni dopo le bella vittoria di ieri contro Tsonga, il campione serbo gli ha annullato il servizio con una facilità disarmante, prendendosi il primo set in 23 minuti e chiudendolo in un angolo fino al 6-0 2-0. Poi ha leggermente allentato la presa offrendogli un po’ di spazio in più, si è complicato la vita sul 4-3, finendo a dover fronteggiare una palla del 4-4 cancellata con il solito pressing, quindi ha deciso che il match doveva finire lì. Nuovo break sul 5-3 e tanti saluti pure a Cilic, l’ennesimo che lascia il campo con le ossa rotte al cospetto del più forte. Ormai non è più una novità, ma la capacità del numero uno del mondo di passare sopra agli avversari come un carro armato riesce a sorprendere ogni volta di più. Vedremo come si comporterà domani contro Nadal, per capire quante sono le sue reali chance di prendersi il primo Roland Garros. Tuttavia, al meglio dei cinque set il discorso cambia parecchio. Due su tre, invece, sulla terra Novak ha avuto la meglio in quattro degli ultimi sei confronti, compresa la finale del 2013 nel Principato, e arriverà con parecchia benzina in più nelle gambe. L’impressione è che, per una volta, sarà lo spagnolo il più preoccupato dei due.
MONFILS E LA VITTORIA ‘DIMENTICATA’
Domenica, il vincitore della finale anticipata di domani troverà uno fra Gael Monfils e il ceco Tomas Berdych, agevolato dal ritiro di Milos Raonic per un problema al piede destro sul 5-2 del primo set. Il gigante canadese aveva già accusato qualche fastidio nel corso dei tre set di giovedì contro Robredo, riuscendo comunque a spuntarla, e oggi ha deciso di provarci lo stesso, ma è stato presto costretto ad arrendersi. Tutto facile anche per Monfils, contro un Dimitrov troppo difensivo per pensare di farci partita pari. Aver visto il suo nuovo cavallino piallato dal vecchio allievo, magari, servirà a indurre finalmente coach Rasheed a cambiare i suoi piani. Anche oggi il bulgaro si è piazzato ben lontano dalla linea di fondo, diventando schiavo del tennis di Monfils, sin qui veramente in palla nella settimana monegasca. La conferma, per ritrovarlo in finale in un Masters 1000 a cinque anni dall’ultima volta (Parigi-Bercy 2010), è attesa domani contro Berdych, che l’ha battuto cinque volte in sei precedenti, compreso l’ultimo a Miami quando il francese s’infortunò durante uno dei suoi incredibili recuperi in spaccata. Grazie all’agopuntura ‘Lamonf’ ha recuperato (e bene) a tempo di record, e ora è pronto per provarci di nuovo. Per farlo dovrà provare a ripetere il match del Roland Garros 2013, quando in un primo turno stellare la spuntò 7-5 al quinto dopo oltre quattro ore di lotta, anche se in conferenza stampa ha ammesso di ricordare ben poco di quell’incontro. “Tomas mi dà parecchio fastidio, a partire dal servizio. Fatico a rispondere, e non trovo altre armi. Mentre lui legge il mio servizio alla perfezione. Non ricordo bene come andò in quel match del Roland Garros, è l’unico di cui non riesco a trovare immagini (su YouTube ce n’è appena una breve sintesi, ndr)”. Chissà che in serata non decida di fare un colpo di telefono a Bois De Boulogne.
MASTERS 1000 MONTE CARLO – Quarti di finale
Novak Djokovic (SRB) b. Marin Cilic (CRO) 6-0 6-3
Rafael Nadal (ESP) b. David Ferrer (ESP) 6-4 5-7 6-2
Tomas Berdych (CZE) b. Milos Raonic (CAN) 5-3 ritiro
Gael Monfils (FRA) b. Grigor Dimitrov (BUL) 6-1 6-3
