Nell’intervista rilasciata al podcast Tennis Insider Club, il coach del numero uno al mondo ha parlato della gestione delle critiche legate al caso doping

Foto Ray Giubilo

Gli ultimi 12 mesi sono stati difficili. Abbiamo cercato di proteggerlo, di fargli capire che non ha fatto nulla di male e che deve essere orgoglioso della persona che è“. Ha parlato così Darren Cahill nell’intervista rilasciata al podcast Tennis Insider Club condotto dalla giocatrice Caroline Garcia riguardo il caso doping che ha coinvolto Jannik Sinner, che dovrà adesso scontare una sospensione fino al 4 maggio.

Il coach del numero uno al mondo ha aggiunto: “Con Sinner è stato diverso rispetto alle esperienze passate. Ho commentato i match di Jannik per ESPN qualche anno fa e ho pensato: ‘Questo ragazzo è bravo’. Il modo in cui colpisce la palla, il suono che fa quando colpisce, il modo in cui si muove. Sapevo che sarebbe stato un grande giocatore e aveva un grande coach, Riccardo Piatti. Poi per lui è arrivato il momento di cambiare. È arrivato Simone, mentre io ho ricevuto la chiamata durante il Roland Garros. A Eastbourne è stata la prima volta insieme e ci siamo trovati bene. È una bravissima persona, umile, dai grandi valori e con cui è facile non solo lavorare, ma anche passare del tempo“.

In conclusione, l’allenatore australiano ha sottolineato: “Jannik è un ragazzo maturo, un bravo ragazzo. L’Italia è giustamente fiera di lui, e non c’è nulla di cui non essere orgogliosi“.