Serata d’oro per la Kerber: prima la Pliskova le regala la leadership WTA battendo la Williams, poi si prende la terza finale Slam battendo la Wozniacki. Finisce 6-4 6-3, ma il divario è stato ancora più netto. La danese ha capito che non poteva palleggiare, allora ha provato ad essere aggressiva e si è consegnata alla difesa di Angie.

In principio era stata “Zuppa Romana” del gruppo tedesco “Schrott Nach 8”. Poi è arrivata la replica di Lino Toffolo con la sua “Pasta e Fagioli”. Erano i primi anni 80: magari qualcuno non ricorderà l’innocua presa in giro tra tedeschi e italiani. Più facile ricordare “Numero 1”, una rivisitazione cantata dal comico Matze Knop e dedicata al calciatore Luca Toni. Chissà se Knop è appassionato di tennis. Se così fosse, potrebbe realizzare una nuova versione tutta per Angelique Kerber, ventiduesima numero 1 nella storia del tennis femminile. Il giovedì d’oro di “Angie” era iniziato con la sconfitta di Serena Williams per mano di Karolina Pliskova, che le ha dato la matematica certezza di salire al comando del ranking WTA. Tiravano fuori l’argomento a ogni conferenza stampa, era impossibile non pensarci. E l’eventuale finale contro Serena, oltre che una “bella” dopo quelle di Melbourne e Londra, avrebbe messo in palio la leadership WTA. La sconfitta della Williams le ha tolto una grossa fetta di tensione, e si è visto nel match contro Caroline Wozniacki.



DIFESA E PALLONETTI
La Kerber era tranquilla, tranquillissima, e si è imposta con un 6-4 6-3 che avrebbe potuto essere più netto. Un dominio che il punteggio prova a mascherare, ma non c’è stato un solo momento in cui la danese ha dato l’impressione di poter vincere. La tedesca è salita 4-0 nel primo set e 5-1 nel secondo, poi le rimonte di Caroline sono state più fisiologiche che sostanziali. Dopo le velocità sostenute della prima semifinale, le due hanno iniziato facendo muro contro muro. Ma è bastato poco affinché la Wozniacki capisse che non era aria. Allora ha provato a snaturarsi, ad essere aggressiva, a cercare il punto, persino a scendere a rete. Situazione perfetta per la Kerber, almeno fino al 4-0. A quel punto la danese ha azzeccato qualche punto e si è riavvicinata. Quando si è portata sul 4-3, la Kerber l’ha applaudita ironicamente perché si era rifugiata in pallonetti da quarta categoria per intascare qualche punto. Ha chiuso il parziale al decimo game, poi è subito scappata via nel secondo (2-0, palla del 3-0, 2-1 e poi 5-1). A un game dalla resa, giocando più sciolta, la Wozniacki si è leggermente avvicinata ma la difesa della Kerber, sempre più competitiva con il rovescio, era troppo per lei. E nel finale, quasi a volerla prendere in giro, ha giocato un paio di pallonetti per restituire lo “sgarbo” del primo set. Al momento della stretta di mano il bacino c’è stato, ma Caroline e Angelique non sono più amiche come qualche anno fa, quando andavano in vacanza insieme. E così la giornata perfetta della Kerber si è completata con la terza finale Slam del 2016. Una stagione eccezionale, impreziosita dal successo a Stoccarda, la finale Olimpica e altri piazzamenti di rilievo che mettono in secondo piano le cinque eliminazioni al primo turno. Mats Wilander non ha ragione quando dice che lo spogliatoio ritiene che la Kerber sia la più forte, ma di sicuro è una numero 1 meritata. Non ha un tennis da numero 1, ma i risultati sono dalla sua. E nel tennis, per fortuna, conta solo quello.



VERSO UNA FINALE EQUILIBRATA
Per legittimare il nuovo status dovrà battere Karolina Pliskova in una finale inedita, e sarà un bel test. Dalla sua ha l’esperienza, però gli scontri diretti dicono “soltanto” 4-3 per la Kerber, che è stata travolta con un netto 6-3 6-1 nella finale di Cincinnati, “Ma allora ero stanca dopo Rio, stavolta avrò un giorno di riposo e sarò al 100% per cercare la rivincita”. Per la seconda volta, la tedesca “salva” Steffi Graf: battendo Serena Williams in Australia aveva impedito l’aggancio nei titoli del Grande Slam (comunque arrivato a Wimbledon), mentre con questo sorpasso non le consentirà di battere il numero di settimane consecutive in vetta al ranking, che resteranno 186 proprio come Steffi. E chissà se Serena sarà davvero in grado di tornare al comando e avvicinarsi alle 377 settimane della Graf (lei è ferma a quota 306). Per il secondo anno consecutivo, dunque, il titolo dello Us Open volerà in Europa. Dall’Italia si sposterà in Germania o in Repubblica Ceca. Questione di pochi chilometri (Brema e Louny distano meno di 600 km), ma anche di mentalità. Angelique e Karolina rappresentano due modi diametralmente opposti di intendere il tennis. Due modi che si scontreranno nel sabato notte di New York. Sperando che lo stadio sia pieno, dopo che nella seconda semifinale c’erano inquietanti chiazze vuote.


Angelique Kerber (GER) b. Caroline Wozniacki (DAN) 6-4 6-3