In una giornata triste per lo sport italiano, Fabio Fognini si aggiudica il suo sesto titolo ATP e lo dedica allo sfortunato difensore della Fiorentina. Per un set, il gigante Nicolas Jarry ha azzeccato tutto, ma Fabio ha avuto l'umiltà e la capacità di rovesciare l'incontro e torna stabile tra i top-20. Ha vinto più tornei di Corrado Barazzutti.

Per un set c'è stato il timore di trovarsi a ripetere concetti antichi, magari tirando fuori Godot per descrivere quel Fognini che “non arriva mai”. Invece Fabio ci ha messo l'intelligenza nella finale del torneo ATP di San Paolo e ha domato Nicolas Jarry, rampante gigante cileno che ha saputo metterlo in grande difficoltà. Quando l'ultima risposta del cileno è morta in mezzo alla rete, sigillando l'1-6 6-1 6-4 finale, Fabio ha sollevato le braccia al cielo (o meglio, al tetto) del Ginasio Ibirapuera, dove probabilmente non tornerà. Da un paio di settimane, il numero 1 azzurro ripete che l'anno prossimo cambierà programmazione ed eliminerà la terra sudamericana di febbraio. Scelta coraggiosa, ambiziosa, e per questo meritevole. Resta il fatto che in due settimane il Brasile gli ha fruttato 430 punti ATP: 180 a Rio de Janeiro e 250 a San Paolo, città stracolma di immigrati e persone di origine italiana. Qualcuno è arrivato a dire che è la seconda città italiana per numero di abitanti. Non ce n'erano, o non si sono fatti sentire, in una finale più complicata del previsto. Dopo la prestazione-monstre contro Pablo Cuevas, l'azzurro partiva strafavorito anche in virtù della battaglia sostenuta da Jarry in semifinale (contro Horacio Zeballos). Invece il cileno ha conquistato i primi 13 punti. Una partenza shock, difficile da contenere. Fabio ci ha provato, conquistando il quarto game e portando Jarry ai vantaggi nel quinto game. Niente da fare: il cileno era “on fire” e gli riusciva più o meno tutto: 6-1 e palla al centro.

SORPASSO A BARAZZUTTI
Nel momento del bisogno, Fognini ha fatto esattamente quello che serviva: ha tolto i panni della cicala e ha indossato quelli della formica. Jarry è un lungagnone che tira fortissimo, soprattutto col dritto. Ha ragione Diego Nargiso quando lo paragona, facendo le debite proporzioni, a Juan Martin Del Potro. La sua strabordanza fisica si vedeva nella posizione in campo: era spesso lui a comandare il gioco, con Fognini costretto sulla difensiva, anche a tre metri dalla riga. Ma Fabio sapeva che prima o poi avrebbe smesso di grandinare. Affidandosi a due gambe rapidissime e reattive, ha fatto giocare sempre più palle a Jarry. Inevitabilmente, gli errori del cileno aumentavano e Fabio incassava il secondo set con la stessa facilità con cui aveva perso il primo. Nel terzo scappava sul 2-0, ma a quel punto Jarry spendeva ogni energia residua per rimettere in piedi il match. Ce la faceva, intascando tre game consecutivi. Sotto 3-2, Fognini ci metteva ancora più attenzione, agganciava il 3-3 e poi trovava il break decisivo al settimo game, grazie all'ennesima bordata fuori misura di Jarry. Il cileno lottava fino all'ultimo punto, metteva in mostra interessanti qualità caratteriali, su portava 0-30 nell'ultimo game, ma Fabio incassava gli ultimi quattro punti e portava a casa il sesto titolo in carriera, superando Corrado Barazzutti e agganciando Paolo Bertolucci. Per l'Italia è il successo numero 57 nell'Era Open: non il più importante, ma buona base per costruire qualcosa di interessante nei prossimi mesi. A parte la cambiale di 360 punti che Fabio dovrà scontare tra qualche settimana a Miami, la corsa al traguardo dei top-10 è difficile ma forse non impossibile.

LA DEDICA PER ASTORI
Ci sarà tempo e modo per discuterne: qui vale la pena ricordare il bel gesto dell'azzurro durante la premiazione, quando ha ricordato il povero Davide Astori, difensore della Fiorentina tragicamente scomparso nella notte. “In Italia è stato un giorno molto triste: per questo, anche se non lo conoscevo, dedico a lui questo successo e sono vicino alla sua famiglia”. Sottolineata la sua sensibilità, va detto che in questi giorni abbiamo visto un'ottima versione di Fognini, addirittura sontuosa nella semifinale contro Pablo Cuevas. L'uruguaiano veniva da tre successi consecutivi a San Paolo ed è avversario sempre ostico: Fognini lo ha messo in un angolo con sorprendente autorità. Per questo, è stato bravo a cambiare direzione della finale quando si è capito che Jarry gli avrebbe presentato problematiche ben diverse. I numeri gli sono amici: ha vinto 14 dei 18 match in stagione, dato ancora più interessante tenendo conto che l'anno scorso aveva dovuto aspettare fino gli Internazionali BNL d'Italia per raccogliere il 14esimo successo. Non accadeva dal 2005 che un tennista europeo non vincesse il torneo di San Paolo (prima di lui era ce l'aveva fatta Rafael Nadal, quando si giocava a Costa do Sauipe). Inoltre ha cancellato una maledizione che voleva gli italiani sempre sconfitti in finale: negli ultimi anni, si erano bloccati a un passo dal titolo Filippo Volandri, Luca Vanni e Paolo Lorenzi. La nuova classifica ATP vedrà Fognini in 19esima posizione, ma non è certamente un punto d'arrivo. Anzi.

VITTORIE ITALIANE NEL CIRCUITO ATP
1971 – Senigallia (terra) – Adriano Panatta b. Martin Mulligan (Ita) 6-3 7-5 6-1
1973 – Bournemouth (terra) – Adriano Panatta b. Ilie Nastase (Rom) 6-8 7-5 6-3 8-6
1974 – Firenze (terra) – Adriano Panatta b. Paolo Bertolucci (Ita) 6-3 6-1
1975 – Firenze (terra) – Paolo Bertolucci b. Georges Goven (Fra) 6-3 6-2
1975 – Kitzbuhel (terra) – Adriano Panatta b. Jan Kodes (Cec) 2-6 6-2 7-5 6-4
1975 – Stoccolma (indoor) – Adriano Panatta b. Jimmy Connors (Usa) 6-4 6-3
1976 – Barcellona (terra) – Paolo Bertolucci b. Jun Kuki (Sve) 6-1 3-6 6-1 7-6
1976 – Firenze (terra) – Paolo Bertolucci b. Patrick Proisy (Fra) 6-7 2-6 6-3 6-2 10-8
1976 – Nizza (terra) – Corrado Barazzutti b. Jan Kodes (Cec) 6-2 2-6 5-7 7-6 8-6
1976 – Roma (terra) – Adriano Panatta b. Guillermo Vilas (Arg) 2-6 7-6 6-2 7-6
1976 – ROLAND GARROS (terra) – Adriano Panatta b. Harold Solomon (Usa) 6-1 6-4 4-6 7-6
1976 – Bastad (terra) – Tonino Zugarelli b. Corrado Barazzutti (Ita) 4-6 7-5 6-2
1977 – Firenze (terra) – Paolo Bertolucci b. John Feaver (Gbr) 6-4 6-1 7-5
1977 – Charlotte (cemento) – Corrado Barazzutti b. Eddie Dibbs 7-6 6-0
1977 – Amburgo (terra) – Paolo Bertolucci b. Manuel Orantes (Spa) 6-3 4-6 6-2 6-3
1977 – Berlino (terra) – Paolo Bertolucci b. Jiri Hrebec (Cec) 6-4 5-7 4-6 6-2 6-4
1977 – Bastad (terra) – Corrado Barazzutti b. Balazs Taroczy (Ung) 7-6 6-7 6-2
1977 – Houston (cemento) – Adriano Panatta b. Vitas Gerulaitis (Usa) 7-6 6-7 6-1
1977 – Parigi (indoor) – Corrado Barazzutti b. Brian Gottfried (Usa) 7-6 7-6 6-7 3-6 6-4
1978 – Tokyo (cemento) – Adriano Panatta b. Pat Dupre (Usa) 6-3 6-3
1980 – Cairo (terra) – Corrado Barazzutti b. Paolo Bertolucci (Ita) 6-4 6-0
1980 – Firenze (terra) – Adriano Panatta b. Raul Ramirez (Mex) 6-2 2-6 6-4
1981 – Linz (terra) – Gianni Ocleppo b. Mark Edmonson (Aus) 7-5 6-1
1984 – Firenze (terra) – Francesco Cancellotti b. Jimmy Brown (Usa) 6-3 6-3
1984 – Palermo (terra) – Francesco Cancellotti b. Miloslav Mecir (Cec) 6-0 6-3
1985 – Bari (terra) – Claudio Panatta b. Lawson Duncan (Usa) 6-2 1-6 7-6
1986 – Bordeaux (terra) – Paolo Canè b. Kent Carlsson (Sve) 6-4 1-6 7-5
1986 – Saint Vincent (terra) – Simone Colombo b. Paul McNamee (Aus) 2-6 6-3 7-6
1987 – Bari (terra) – Claudio Pistolesi b. Francesco Cancellotti (Ita) 6-7 7-5 6-3
1988 – Firenze (terra) – Massimiliano Narducci b. Claudio Panatta (Ita) 3-6 6-1 6-4
1989 – Bastad (terra) – Paolo Canè b. Bruno Oresar (Yug) 7-6 7-6
1991 – Rotterdam (indoor) – Omar Camporese b. Ivan Lendl (Cec) 3-6 7-6 7-6
1991 – Bologna (terra) – Paolo Canè b. Jan Gunnarsson (Sve) 5-7 6-3 7-5
1991 – Brisbane (cemento) – Gianluca Pozzi b. Aaron Krickstein (Usa) 6-3 7-6
1992 – Milano (indoor) – Omar Camporese b. Goran Ivanisevic (Cro) 3-6 6-3 6-4
1992 – Scottsdale (cemento) – Stefano Pescosolido b. Brad Gilbert (Usa) 6-0 1-6 6-4
1993 – Tel Aviv (cemento) – Stefano Pescosolido b. Amos Mansdorf (Isr) 7-6 7-5
1994 – San Josè (indoor) – Renzo Furlan b. Michael Chang (Usa) 3-6 6-3 7-5
1994 – Casablanca (terra) – Renzo Furlan b. Karim Alami (Mar) 6-4 6-2
1998 – Casablanca (terra) – Andrea Gaudenzi b. Alex Calatrava (Spa) 6-4 5-7 6-4
2001 – Saint Polten (terra) – Andrea Gaudenzi b. Markus Hipfl (Aut) 6-0 7-5
2001 – Bastad (terra) – Andrea Gaudenzi b. Bohdan Ulihrach (Cec) 7-5 6-3
2002 – Milano (indoor) – Davide Sanguinetti b. Roger Federer (Sui) 7-6 4-6 6-1
2002 – Delray Beach (cemento) – Davide Sanguinetti b. Andy Roddick (Usa) 6-4 4-6 6-4
2004 – Saint Polten (terra) – Filippo Volandri b. Xavier Malisse (Bel) 6-1 6-4
2006 – Casablanca (terra) – Daniele Bracciali b. Nicolas Massu (Cil) 6-1 6-4
2006 – Palermo (terra) – Filippo Volandri b. Nicolas Lapentti (Ecu) 5-7 6-1 6-3
2011 – Eastbourne (erba) – Andreas Seppi b. Janko Tipsarevic (Ser) 7-6 3-6 5-3 (rit.)
2012 – Belgrado (terra) – Andreas Seppi b. Benoit Paire (Fra) 6-3 6-2
2012 – Mosca (indoor) – Andreas Seppi b. Thomaz Bellucci (Bra) 3-6 7-6 6-3
2013 – Stoccarda (terra) – Fabio Fognini b. Philipp Kohlschreiber (Ger) 5-7 6-4 6-4
2014 – Amburgo (terra) – Fabio Fognini b. Federico Delbonis (Arg) 4-6 7-6 6-2
2014 – Vina del Mar (terra) – Fabio Fognini b. Leonardo Mayer (Arg) 6-2 6-4
2016 – Kitzbuhel (terra) – Paolo Lorenzi b. Nikoloz Basilashvili (Geo) 6-3 6-4
2016 – Umago (terra) – Fabio Fognini b. Andrej Martin (Svk) 6-4 6-1
2017 – Gstaad (terra) – Fabio Fognini b. Yannick Hanfmann (Ger) 6-4 7-5
2018 – San Paolo (terra) – Fabio Fognini b. Nicolas Jarry (Cil) 1-6 6-1 6-4

GLI ITALIANI VINCENTI NEL CIRCUITO ATP
Adriano Panatta 10
Paolo Bertolucci 6
Fabio Fognini 6
Corrado Barazzutti 5
Paolo Canè 3
Andrea Gaudenzi 3
Andreas Seppi 3
Omar Camporese 2
Francesco Cancellotti 2
Renzo Furlan 2
Stefano Pescosolido 2
Davide Sanguinetti 2
Filippo Volandri 2
Daniele Bracciali 1
Simone Colombo 1
Paolo Lorenzi 1
Massimiliano Narducci 1
Gianni Ocleppo 1
Claudio Panatta 1
Claudio Pistolesi 1
Gianluca Pozzi 1
Tonino Zugarelli 1