Sara Errani e Roberta Vinci approdano al terzo turno, superando due kazake d’adozione. Impressiona soprattutto la Errani, sempre più calata in uno status da “big”. 
Sara Errani ha finalmente trovato una giocatrice più bassa di lei…

Di Riccardo Bisti – 30 maggio 2013

 
Non poteva andare meglio la giornata delle Cichi-Cichi. Sia Sara Errani che Roberta Vinci sono approdate al terzo turno. C’era una curiosa sfida incrociata tra Italia e Kazakistan, giacchè le azzurre sfidavano rispettivamente Yulia Putintseva e Galina Voskoboeva. L’immensa repubblica ex-sovietica sta provando a ripetere tra le donne ciò che ha fatto tra gli uomini. Il ranking delle naturalizzate kazake (tra loro ci sono anche Yaroslava Shvedova e Sesil Karatantcheva) è buono, però in Fed Cup non sfondano: ad oggi, il Kazakistan langue ancora nei gruppi zonali. Due mesi fa, hanno perso lo spareggio contro la Francia. La prima ad accedere al terzo turno è stata Roberta Vinci, brava a superare alla distanza la Voskoboeva. In quattro precedenti, Roberta non aveva perso un set. Per questo c’è stato un pizzico di preoccupazione quando sul 4-4 del secondo non ha sfruttato alcune chance e si è fatta trascinare al terzo. “Potevo chiudere in due set, ma ho avuto un calo e mi sono innervosita. Per fortuna, ho ripreso ad essere aggressiva e lei è arretrata troppo”. In tanti anni di carriera, la Vinci non aveva mai raggiunto la seconda settimana di uno Slam. Lo scorso anno, a Wimbledon, ha superato il limite e sembra averci preso gusto. Al Roland Garros non è mai andata oltre il terzo turno e se la vedrà con Petra Cetkovska, graziosa ceca che l’anno scorso stava vivendo il suo miglior momento salvo poi bloccarsi per un infortunio al piede. Picchia duro, in Italia la conosciamo perchè ha giocato la Serie A1 con il defunto River Vicenza, e a Parigi ha vanta un quarto turno, raggiunto nel 2008. E’ più difficile di quel che sembra, ma l’ottavo contro Serena Williams sembra davvero alla portata.
 
Molto bene Sara Errani. E’ piaciuto il modo in cui l’azzurra ha spazzato via Yulia Putintseva, giovane emergente dal carattere pepato. Eravamo convinti che l’azzurra avrebbe potuto vincere, ma non ci aspettavamo un doppio 6-1 in 56 minuti. Quando si parla della Errani si rischia di essere ripetitivi. Sarita è davvero entrata in una nuova dimensione. E il numero 4 in classifica sarebbe il giusto coronamento a una stagione spettacolare. Oggi come oggi, è inferiore soltanto alle Big Three. E la terra battuta è la superficie dove può provare ad avvicinarle. Il tabellone non è malvagio, nel senso che potrebbe incappare in Serena Williams soltanto in semifinale. A Madrid ha giocato alla pari per un set, poi è venuta fuori la potenza dell’americana. Purtroppo esistono limiti che dovrebbero lasciare un margine di sicurezza a chi tira (troppo) più forte di lei. Eppure dicevamo le stesse cose qualche anno fa, quando l’azzurra oscillava tra la 40esima e la 50esima posizione senza dare l’idea di poter crescere. Il problema è che non può diventare più alta del suo metro e 64 centimetri, e non può nemmeno giocare con i trampoli. Il servizio resterà sempre il punto debole, lento e attaccabile. Ma sono discorsi buoni per i giornalisti: la Errani sa bene che bisogna pensare partita dopo partita, e oggi pensa solo a Sabine Lisicki. “Tira forte e serve molto bene”. “Bum Bum Bine”, come l’hanno soprannominata i tedeschi, gioca benissimo sull’erba. E’ probabile che punti forte su Wimbledon, ma proprio perchè a Parigi gioca a cuor leggero può essere insidiosa.
 
Il resto della giornata, nel tabellone femminile, non ha scaturito grosse sorprese. L’eliminazione più clamorosa è stata quella di Caroline Wozniacki: il successo contro la Robson aveva illuso, invece è bastata una Jovanovski qualsiasi per eliminarla. Fuori anche Anastasia Pavlyuchenkova, battuta proprio dalla Cetkovska, prossima avversaria dela Vinci. Parigi, dunque, continua ad evocare brutti ricordi a Martina Hingis, neo-coach della russa, che da giocatrice ha raccolto soltanto delusioni sul Campo Chatrier. Facili successi per Serena Williams (6-1 6-2 a Caroline Garcia, per la gioia di Patrick Mouratoglu) e Ana Ivanovic (6-2 6-2 a Mathilde Johansson). Da segnalare anche l’eliminazione di Lucie Safarova (n. 25), battuta 9-7 al terzo dall’americana Jamie Hampton, che si è improvvisamente accorta di poter giocare bene anche sulla terra battuta. Ad oggi, sono ancora in gara 23 delle 32 teste di serie.