Dopo la finale degli Australian Open, il campione tedesco ha smarrito le sue certezze e ha collezionato diverse sconfitte preoccupanti

Foto Ray Giubilo

Non è un segreto che Alexander Zverev stia attraversando un momento abbastanza delicato, soprattutto dopo aver perso nettamente la finale degli Australian Open 2025 contro Jannik Sinner. Il campione tedesco aveva compiuto progressi notevoli nella seconda parte dello scorso anno, vincendo il Masters 1000 di Parigi-Bercy e sorpassando Carlos Alcaraz al secondo posto del ranking ATP grazie alla sua maggiore costanza. Il suo 2025 era iniziato con la finale a Melbourne Park dopo una run molto autorevole, in cui aveva finalmente evitato di disperdere energie inutili contro avversari di secondo piano. Il numero 2 del mondo sembrava davvero pronto per sollevare il primo Major della sua carriera, prima di ricevere un’autentica batosta nell’ultimo atto contro il 23enne italiano.

Quella dura lezione ha segnato Sascha dal punto di vista mentale, come dimostrano i risultati ottenuti dal tedesco negli ultimi due mesi. Il nativo di Amburgo è andato in Sudamerica a febbraio nel tentativo di raccogliere punti preziosi, ma ha racimolato le briciole tra Buenos Aires, Rio de Janeiro e Acapulco. La sua condizione non è migliorata nemmeno nei primi due Masters 1000 della stagione – Indian Wells e Miami – dove le sue prestazioni sono state ben al di sotto delle aspettative.

Alexander è stato eliminato addirittura all’esordio in California per mano di Tallon Griekspoor, mentre la sua corsa in Florida si è conclusa negli ottavi di finale contro il giovane francese Arthur Fils.

Molti fan e addetti ai lavori sono sinceramente preoccupati per la direzione che ha preso la stagione di Zverev, che sta faticando a riprendersi da una delle delusioni più cocenti della sua carriera (la finale degli AO).

Nell’ultima edizione del podcast che conduce insieme ad Andrea Petkovic, la leggenda tedesca Boris Becker ha analizzato nel dettaglio le attuali difficoltà del suo connazionale: “Tutto parte dalla mente e Sascha non ha la stessa convinzione che aveva a Melbourne o alla fine della passata stagione. Non è facile allenare una cosa del genere. L’aspetto mentale fa la differenza tra una vittoria e una sconfitta.” Boris ha comunque notato alcuni progressi: “A Miami ha giocato un po’ meglio rispetto a Indian Wells, ma ha perso un altro match in cui si trovava in vantaggio. Era avanti di un break contro Fils nel terzo set e si è fatto rimontare, come già gli era successo contro Comesana a Rio e contro Griekspoor a Indian Wells. Tutto ciò non ha niente a che fare con i colpi o con la condizione fisica.”