RISULTATI AZZURRI
Stefanos Tsitsipas b. Matteo BerRettini 6-7 6-4 6-3 7-6
Thomas Fabbiano b. Jason Kuebler 6-4 7-6 2-6 6-3
Stefano Travaglia b. Guido Andreozzi 6-7 6-2 6-3 6-2
Andreas Seppi b. Steve Johnson 6-4 4-6 6-4 6-3
Guarda qui gli highlights di Berrettini vs. Tsitsipas
Gioca meglio di quanto non dicano i risultati, seppur ottimi. Matteo Berrettini ha giocato una buona partita contro un avversario, Stefanos Tsitsipas, che è facile pronosticare quale secondo top 10 della Next Gen, dopo Sascha Zverev (6-7 6-4 6-3 7-6 lo score finale per il greco). I 192 centimetri sono la qualità e il limite di questo ragazzotto romano che riesce a sviluppare tanta potenza, soprattutto con servizio e dritto, non altrettanta velocità e reattività con i piedi. Un match deciso su pochi punti, che Berrettini sembrava aver rimesso in piedi quando ha avuto un paio di palle break nel quinto game del quarto set, una cancellata dal Falco. Le sensazioni sono comunque positive, i miglioramenti tecnici evidenti dal lato del rovescio: più sicuro l’esecuzione coperta, più efficace il back, che solo un paio d’anni fa si tirava sui piedi. Gli servirà giocare partite a questo livello per fare esperienza, conoscere meglio il gioco e imparare a sfruttare le sue armi. Il ragazzo è serio, molto esigente nei confronti di sé stesso («Anche troppo») e ben accompagnato da un coach intelligente come Vincenzo Santopadre. Non ha un tennis divertente come e vario come Fognini, ma l’efficacia è indubbia.
Dal canto suo, Tsitsipas non ha impressionato: un po’ troppo falloso, col dritto tornato ballerino e un gioco di volo apparso stranamente approssimativo. Tuttavia, è stato bravo a cambiare marcia nel secondo set, dopo aver perso il primo al tie-break. Ma per arrivare lontano in questo torneo, dovrà giocare parecchio meglio.

Bella vittoria per Thomas Fabbiano, avanti in classifica rispetto al suo avversario, l’australiano Jason Kuebler, che però ha più talento e capacità di generare vincenti (6-4 7-6 2-6 6-3 per l’azzurro). Kuebler ha un passato più ricco di infortuni che di vittorie: un anno fa, si è ritrovato reduce dall’ennesimo stop e con 14 cent in banca: («Poi ho giocato un ottimo Australian Open e, d’un tratto, ho guadagnato 80.000 dollari. La mia vita ha cominciato a cambiare ma non voglio dimenticare quei momenti duri. Anzi, quel 14 cent ho deciso di tatuarmelo»). Al prossimo turno, Fabbiano incontrerà Reilly Opelka (2 metri e 13) che ha vinto la sfida tra i giganti americani contro John Isner, guarda un po’ dopo quattro tie-break: entrambi hanno ceduto una sola volta il servizio, Isner ha vinto la guerra degli ace (47 a 40) ma Opelka è stato impressionante con la battuta: una media di 210 km/h (178 con la seconda, praticamente la velocità media della prima di servizio di Fabbiano), punte da 222 km/h e l’85% dei punti vinti con la prima. Match difficile, con lo yankee favorito.

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