Novak Djokovic annusa il titolo al Queen's per quasi due ore, ma dal 4-1 del tie-break del secondo set si spegne. Mostra uno spiraglio a Marin Cilic, il croato ne approfitta e la spunta in rimonta, dopo aver cancellato un match-point. Si presenterà a Wimbledon da favorito numero due. Nonostante il KO, Djokovic deve comunque essere felice. Il suo tennis continua a crescere.Per uno che di nome fa Novak Djokovic accontentarsi non dev’essere affatto facile, a maggior ragione quando c’è di mezzo un match-point mancato e un tie-break perso nonostante un vantaggio di 4-1, ma la settimana del serbo al Queen’s Club di Londra resta un punto fermo molto molto importante. L’albo d’oro ricorderà il titolo di Marin Cilic, capace di bissare il successo del 2012 chiudendo per 5-7 7-6 6-3 una finale lunga tre ore, ma il vero messaggio lasciato dal Fever-Tree Championships è che il serbo sta seriamente tornando. Dopo l’amarissimo KO contro Marco Cecchinato al Roland Garros aveva addirittura meditato di non presentarsi ai tornei sull’erba, invece l’ha fatto e può guardare a Wimbledon con fiducia e serenità, dopo un torneo al quale è mancata, davvero, soltanto la ciliegina sulla torta. Per un’ora e mezza il padrone della finale è stato lui, giocando esattamente l’incontro che aveva previsto alla vigilia. “Sarà fondamentale la mia risposta e la mia capacità di vincere tanti punti col servizio”, aveva detto dopo il successo di sabato contro Chardy, e così è andata per lunghi tratti della partita. Ha trovato una grande continuità al servizio, a partire dalla percentuale di prime palle messe in campo, con un buon game di risposta si è presto il primo set e con un altro si è guadagnato un match-point. Fosse finita 7-5 6-4, “Nole” non avrebbe rubato nulla, invece Cilic ha cancellato l’opportunità con una gran prima di servizio a uscire e poi ha fatto un mezzo miracolo nel tie-break, vincendo sei punti di fila dal 4-1 per Djokovic, rimasto improvvisamente senza prima di servizio. Sul 4-3 il serbo ha commesso un doppio fallo, sul 4-4 Cilic ha trovato un gran diritto vincente e si è meritato il terzo set, nel quale Djokovic è nettamente calato.CILIC FAVORITO NUMERO DUE A WIMBLEDON
Vuoi per la fatica, vuoi per l’occasione di chiudere il match gettata al vento, nel set decisivo “Nole” non è più riuscito a esprimersi sugli stessi livelli di prima, perdendo incisività al servizio e iniziando a commettere qualche errore di troppo. È riuscito a emergere con personalità da un paio di situazioni pericolose, come un quarto game da dodici punti, ma nell’ottavo ha dovuto arrendersi. Ha salvato una prima palla-break con un’ottima prima di servizio al centro, ma Cilic se n’è presa una seconda con un fenomenale passante di diritto da fuori dal campo, lui ha messo in rete un rovescio e il secondo break subìto in tutta la settimana gli è costato la sconfitta, con qualche rimpianto ma anche la consapevolezza di aver disputato comunque un gran torneo. “Per me è una sconfitta dura – ha detto subito dopo il match –, ma devo guardare questo torneo dalla giusta prospettiva. Non giocavo una finale da quasi un anno, quindi esserci riuscito di nuovo è un grande risultato”. Il titolo avrebbe aggiunto un pizzico di soddisfazione in più, ma la situazione cambia poco. Ciò che conta, per lui, è che rispetto all’inizio della stagione i progressi siano evidenti, in primis dal punto di vista fisico. Ritrovare continuità e vittorie è esattamente ciò di cui Djokovic aveva bisogno, e l’immediata conferma sull’erba, dopo una stagione sulla terra molto meglio di come era iniziata, può diventare molto importante. Non sarebbe affatto una sorpresa vederlo di nuovo particolarmente competitivo a Wimbledon, dove si presenterà con grandi ambizioni anche Cilic. Il croato partirà da favorito numero due, in virtù della finale del 2017 e anche del gran tennis espresso durante la settimana. Quando il suo diritto funziona così, batterlo diventa davvero complicato. Anche per quei pochi che lo precedono in classifica.
ATP 500 QUEEN’S – Finale
Marin Cilic (CRO) b. Novak Djokovic (SRB) 5-7 7-6 6-3
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