Il francese racconta: “Nella off season mi sono allenato con il migliore al mondo, direi che mi ha aiutato”

Una settimana straordinaria che l’ha portato alla prima finale in un ATP 500 a Rio de Janeiro, un inizio di stagione super e la fiducia a mille: Alexandre Muller finora in vita sua non ha mai giocato così bene. Il francese è sicuro da domani di fare per la prima volta il suo ingresso tra i primi 50 giocatori del mondo e in caso di successo questa sera contro il campione in carica Sebastian Baez si isserebbe a n.33 ATP.
Quest’anno finora ha alternato qualche match andato male a queste due settimane in cui ha espresso un tennis straordinario, fatto di resistenza, di corsa, di solidità, ma anche di grande manualità e di contrattacchi, oltre a un servizio che rispetto al passato gli dà più punti diretti. Il primo titolo è arrivato fresco fresco a Hong Kong a inizio gennaio, torneo in cui ha sempre rimontato da un set di svantaggio (a riuscirci prima di lui solo Arthur Ashe) e adesso a Rio ci riprova dopo aver messo in fila Fonseca, Etcheverry, Cerundolo e Comesana, non proprio gli ultimi arrivati, specie su questa superficie.
Il segreto per questa rapidissima ascesa? Muller dà grandi meriti agli allenamenti fatti durante la off-season con Jannik Sinner: “Durante la off season mi sono allenato con il miglior giocatore del pianeta, penso abbia aiutato” – ha detto nella conferenza stampa dopo il successo in battaglia di questa notte con Comesana. E ora Muller è pronto anche per la finale, per mettere un altro tassello nella stagione che lo sta lanciando tra i grandi a 28 anni.