Per la prima volta agli ottavi di finale di un WTA 1000, Alexandra Eala sta riscrivendo la storia delle Filippine. Questa sera affronterà Paula Badosa per un posto ai quarti del Miami Open

Alexandra Eala sta scrivendo la sua storia di tennista e la storia del suo paese. Partita con una wild card, ha scalato Volynets e Ostapenko nei primi turni, per poi sorprendere tutti con un’incredibile vittoria su Madison Keys, che le ha dato l’accesso ai suoi primi ottavi di finale in un WTA 1000. La star filippina, classe 2005, ha sconfitto la campionessa in carica dell’Australian Open in soli due set togliendole il servizio per ben sei volte, un’impresa storica che ha festeggiato in maniera commossa: “Mamma, papà, ce l’ho fatta… Mio dio!”. Eala, che questa sera affronterà Paula Badosa, è la prima giocatrice filippina a ottenere una vittoria nella Top 10 da quando è entrata in vigore la classifica WTA nel 1975. La tennista, che è super orgogliosa di ciò che ha già fatto, sa che deve prepararsi per la prossima partita ma ha deciso di fermarsi un attimo a riconoscere il successo ottenuto fino a qui: “Alla fine, l’obiettivo è vincere gli Slam, ottenere la classifica. Penso che questo sia un buon passo verso dove voglio essere”.

La storia di Alexandra Eala inizia nelle Filippine, precisamente a Quezon City, in un paese senza una solida tradizione tennistica. Però Alexandra viene da una famiglia di sportivi, con la mamma Rosemarie che ha rappresentato il proprio paese nel nuoto ai Giochi del Sud-est asiatico. La giovane filippina impugna la racchetta per la prima volta all’età di quattro anni e lo fa per cercare di legare con suo nonno e con suo fratello maggiore, Miko, che in seguito diventerà un giocatore di tennis per la Pennsylvania State University. A solamente 12 anni vince il prestigioso Les Petit As, sconfiggendo in finale Linda Noskova, e tra gli juniores ottiene una carriera di successi: a 15 anni raggiunge la finale di doppio agli AO e la semifinale in singolare al Roland Garros; l’anno dopo trionfa in doppio al Roland Garros, vince il Trofeo Bonfiglio e raggiunge le semi in doppio allo Us Open; nel 2022 gioca solamente lo Us Open trionfando nel singolare e lasciando solamente sei giochi in finale a Lucie Havlickova.

Prima ancora che ottenesse tutti questi risultati, era chiaro che la mancina aveva stoffa da vendere e che per far sbocciare il suo talento era necessario lasciare il suo paese d’origine e andare ad allenarsi all’estero per continuare ad ottenere progressi. Una scelta per niente semplice per una ragazzina di 13 anni che però non si è lasciata sfuggire la possibilità di crescere all’accademia di Rafael Nadal: “È stata sicuramente una grande decisione per me, per noi. Ma non appena l’ho saputo, ho colto al volo l’opportunità perché sapevo che prima o poi avrei dovuto lasciare il paese per migliorare”. I suoi genitori l’hanno lasciata andare ma hanno mandato il fratello Miko insieme a lei, così da avere parte della sua famiglia vicina. All’accademia di Nadal, dove Eala continua ad allenarsi anche oggi, ha potuto confrontarsi con i migliori giocatori al mondo e anche con lo stesso campione maiorchino, mancino come lei. Tutte esperienze che l’hanno portata ad essere la tennista di talento che è oggi, ma il merito va soprattutto alla sua famiglia che ha gettato le basi su cui l’accademia ha saputo costruire.

In questo Miami Open, Alexandra Eala non è la sola ad arrivare dalla scuola di Nadal: come lei anche Coleman Wong è un prodotto dell’accademia spagnola e come lui anche Eala sta “trascinando” un paese con le sue imprese tennistiche. I giovani asiatici, uno per Hong Kong e l’altra per le Filippine, non sono i soli in questo movimento che prende vita dai campi da tennis e alimenta uno Stato intero. Anche Joao Fonseca sta trasformando un popolo devoto al calcio in una folla di tifosi sfegatati del tennis. Nonostante la giovane filippina è ben consapevole della sua sempre più crescente influenza in patria sa di non dover sopperire alla pressione di dover ispirare una nazione intera: “Ci sono stati così tanti modelli di ruolo nella mia vita. L’ispirazione non deve sempre venire da qualcuno di grande che ce l’ha fatta nelle Filippine. I ragazzini nelle Filippine non hanno bisogno di prendere ispirazione da me. Voglio che i ragazzi a casa vedano di più il mio atteggiamento e la grinta che ho in campo, più dei risultati che ottengo”. L’adolescente spera che ad essere notati saranno soprattutto la sua etica del lavoro e la sua grinta.

Attualmente numero 140 della classifica WTA, Eala salirà sicuramente tra le prime 120 del mondo alla luce dei risultati ottenuti e in caso di vittoria su Badosa potrà bussare addirittura alla porta della top 100. Appassionata della musica spagnola allegra, dei film comici e degli horror, Alexandra ama il gelato, il riso, il tè al latte e adora gustarsi ogni parte del suo viaggio tennistico piuttosto che rendere ogni traguardo una destinazione finale. È proprio grazie alla sua mentalità che, comunque vada oggi, sarà interessante osservare il percorso della filippina che a soli 19 anni può diventare una minaccia per le giocatrici più forti.