I tornei juniores sono il fulcro dell’attività giovanile internazionale in Italia. Per questo va un ringraziamento ai circoli che ogni anno propongono tornei apprezzati nel mondo … di FABIO DELLA VIDA

di Fabio della Vida*

Aprile, maggio e giugno sono i mesi del tennis in Italia. A maggio ci sono gli Internazionali, la nostra splendida vetrina. Ma qui voglio invece soffermarmi sui tornei juniores, che si stanno svolgendo nella Penisola, perché sono il fulcro dell’attività giovanile internazionale in Italia. Per questo va un ringraziamento ai circoli che, con notevole sacrificio, ogni anno propongono tornei apprezzatissimi nel mondo, dall’under 12 all’under 18.
Da questi tornei sono passati tutti i migliori giocatori italiani nonché un gruppo nutritissimo di campioni che oggi dominano le classifiche. Due nomi su tutti: Federer e Azarenka.
Molti di questi tornei hanno una tradizione più che trentennale, altri sono piu recenti, ma tutti sono ad alto livello e spesso “nascondono’’ un campioncino.
Intuirlo e scoprirlo è da 30 anni il mio mestiere. Avendoli girati quasi tutti questi tornei ho potuto constatare la passione e la professionalità degli organizzatori che, in silenzio,
lottano per mantenere in vita il loro gioiellino, combattendo contro un bilancio che se ne frega della crisi economica che ci attanaglia.
Ora parliamo dei tornei juniores ma non dimentichiamo i challenger, i futures e gli open, nei quali molta brava gente investe tempo e passione per tutto l’anno.
La nostra Federazione ha fatto molto in questi ultimi dieci anni, ma credo che dovrebbe investire di più su questi tornei e anche la Federazione Internazionale dovrebbe intervenire per aiutare i ragazzi che partecipano magari limitando i prezzi di incordature o massaggi e dando un contributo ai circoli per la differenza.
Ma ora godiamoceli, questi tornei, e andiamo a scoprire i campioni di domani e forse a vedere un tennis più umano, meno robottizzato di quello che vediamo in tv. E’ soprattutto
nei più giovani che si ritrova la passione e il divertimento puro anche se, purtroppo, queste maledette classifiche condizionano sempre
più. Non mi stancherò mai di consigliare ai giovani di fregarsene di queste classifiche e di cercare il livello del gioco per diventare dei bravi professionisti.
Abbiamo già avuto un buon antipasto a Firenze, poi Salsomaggiore, Bonfiglio, Foligno, Avvenire, Parioli, Brindisi, Trieste, Porto San Giorgio… In bocca al lupo!

 

* Fabio Della Vida, manager sportivo di grande esperienza oltre ad essere uno dei più noti talent scout, cacciatori di talenti, del circuito mondiale.