
“Centrare la finale in questo modo è un po’ strano – ha detto l’ex numero 2 del mondo – ma sono felice per le condizioni della mano. Non sento alcun dolore, ed è la miglior notizia che potessi chiedere”. In effetti, oltre al fatto che sia tornata in campo così rapidamente, fa specie il fatto che malgrado le lesioni a tendini e nervi Petra abbia recuperato la piena funzionalità. “Non mi sarei mai aspettata un ritorno migliore di questo. A Parigi è stato tutto un po’ strano, e non sono riuscito a giocare al meglio. Ma qui sto mostrando un gran bel tennis, e questo mi rende felice. Ho già giocato quattro incontri, ed è una buona preparazione in vista della finale. Spero che il mio tennista possa restare lo stesso dei giorni precedenti: devo giocare in maniera veloce, aggressiva e usare a dovere il servizio. Spero mi aiuti anche domani”. Nella sua prima finale da quella vinta a ottobre a Wuhan, la 27enne ceca di Bilovec se la vedrà con la sorpresa del torneo Ashleigh Barty, il cui 2017 sta diventando sempre più interessante. A marzo a Kuala Lumpur ha vinto il suo primo titolo WTA, a Parigi è tornata a giocare una finale Slam in doppio che le mancava da prima dello stop (per scelta) che l’ha tenuta un anno e mezzo lontana dai campi, e oggi si è guadagnata la prima finale in carriera in un Premier, giocando un gran bel match contro Garbine Muguruza, domata in rimonta per 3-6 6-4 6-3. “Credo non ci sia una giocatrice che non sia felice di rivederla nel circuito”, ha detto della Kvitova. Ma domenica dovrà fare il possibile per dimenticarselo.

Un detto comune sostiene che la vendetta sia un piatto da servire freddo, e Anastasija Sevastova ha deciso di prenderlo alla lettera. Nel 2016 perse contro Caroline Garcia la finale dell’edizione inaugurale del Mallorca Open, ma dodici mesi dopo ha trovato il modo di vendicarsi, regalandosi un’altra bella soddisfazione di un anno ricco di successi. La svolta è riconducibile proprio alla finale del 2016: la perse, ma da quel momento in poi ha iniziato a giocare il miglior tennis della sua carriera, centrando il primo quarto Slam allo Us Open e tanti altri risultati che l’hanno portata fra le prime 20 giocatrici del mondo. E ora che Jelena Ostapenko ha riacceso i riflettori sul tennis lettone può beneficiarne anche lei, a caccia del secondo titolo in carriera dopo quello conquistato all’Estoril addirittura nel lontano 2010. Un’anticipazione di ciò che sarebbe arrivato sette anni più tardi. Tuttavia, la lettone dovrà fare particolare attenzione alla sua avversaria in finale, una Julia Goerges che sull’erba delle Baleari sembra trovarsi veramente a meraviglia. La tedesca, scesa al numero 54 della classifica WTA, è riuscita a perdere appena quattordici game in quattro incontri, risultato che sull’erba diventa ancora più prezioso. E soprattutto, anche volendo escludere la rientrante Lisicki, ha battuto un paio di avversarie di livello come Anastasia Pavlyuchenkova e la malcapitata Catherine Bellis, giunta in semifinale dopo tre successi di spessore ma spazzata via con un 6-1 6-1 che la dice lunga. E mette in guardia la Sevastova.
WTA PREMIER BIRMINGHAM – Semifinali
Petra Kvitova (CZE) b. Lucie Safarova (CZE) 6-1 1-0 ritiro
Ashleigh Barty (AUS) b. Garbine Muguruza (ESP) 3-6 6-4 6-3
WTA INTERNATIONAL MAIORCA – Semifinali
Julia Goerges (GER) b. Catherine Bellis (USA) 6-1 6-1
Anastasija Sevastova (LAT) b. Caroline Garcia (FRA) 6-4 6-2
