Massimo Sartori - 13 marzo 2019

JANNIK SINNER, IL PREDESTINATO

Diciassette anni, è il nuovo baby fenomeno del tennis azzurro, capace di vincere un torneo Challenger importante come quello di Bergamo, mostrando un bel tennis e la giusta mentalità. Ci siamo fatti raccontare la sua storia da chi l’ha scoperto, a 13 anni, giocandoci insieme su un campo a Ortisei...

Heri Mayr è un ottimo maestro che lavora nella provincia di Brunico, in Alto Adige. Insieme ad Andrea Spizzica, allenava un ragazzino che mi diceva essere particolarmente dotato. Un giorno ci siamo messi d’accordo per farlo giocare con Seppi durante il Challenger di Ortisei. Ovviamente, proprio quel giorno Seppi è stato male e in campo, con quel ragazzino, ci sono finito io. Dopo un’ora, sono uscito morto! Spesso maestri e genitori mi chiedono di dare un’occhiata a un ragazzino per valutarne le potenzialità ma quando ho visto Jannik ho subito capito che era speciale. Aveva 13 anni. Li ho convinti a venire qualche giorno nel nostro centro di Bordighera perché ci tenevo che lo vedesse anche Riccardo Piatti e insieme abbiamo capito che si poteva, anzi si doveva puntare su questo ragazzo. Però, in questi casi, bisogna immediatamente mettere ordine nella sua testa e infilarci dentro informazioni pulite, senza far casino.

Di Jannik mi è subito piaciuto come colpiva la palla: non perdeva campo e impattava senza paura, una delle caratteristiche che mi colpì anche in Cecchinato, quando lo presi che aveva 16 anni. Ceck non aveva timore di nessuna situazione e anche Jannik mi è parso molto sicuro sin dal principio. Colpiva benissimo dal lato del rovescio, con movimenti così fluidi da ricordarmi Monfils. Era morbido nei gesti, a tempo con l’armonia dei colpi. Capii che portarlo a Bordighera era una missione da portare a termine. Non vorrei peccare di presunzione, ma negli ultimi anni non ne ho sbagliati tanti di pronostici: oltre a Seppi, in pochi avrebbero scommesso che Cecchinato sarebbe potuto diventare un top 20. Bisogna vederci lungo e, in questi casi, mi aiuta molto il fatto di aver lavorato con i bambini, poi i ragazzini, quindi gli junior e infine i professionisti. L’altra fortuna è che il maestro Mayr è una persona di grande intelligenza: ha capito che venire a Bordighera ad allenarsi col nostro team era per Jannik un’opportunità da non perdere perché abbiamo le conoscenze e l’esperienza per accompagnare un giovane di belle speranze nel circuito pro. Potrebbe sembrare una scelta ovvia ma non è così scontata.


Il percorso che sta facendo Jannik è quello ideale. Cecchinato si vedeva che poteva diventare un buon giocatore ma bisognava cambiargli l’idea del tennis che si era creato e ci è riuscito solo perché mentalmente è fortissimo. Già Seppi ha fatto passaggi più puliti e Jannik uguale ma più velocemente perché noi sapevamo già cosa andava fatto. L’esperienza varrà pure qualcosa! Sul campo, Jannik sa perfettamente quello che deve fare; anzi, adesso nemmeno pensa più a come farlo e infatti il livello è cresciuto tantissimo e non posso dire di esserne sorpreso. Quest’inverno abbiamo lavorato tanto su ogni singolo dettaglio e quindi era pronto a fare un salto di qualità, anche se pensavo potesse accadere solo fra qualche settimana, invece è arrivato prima. L’idea adesso è che giochi le qualificazioni dell’Australian Open 2020, ma potrebbe riuscirci già al prossimo US Open. Siamo partiti due anni fa con l’obiettivo di migliorarlo fisicamente perché fosse subito competitivo con i professionisti; ecco, con Seppi ci sono arrivato dopo, quando aveva 22, 23 anni. Un altro anno di lavoro sarà importantissimo per Sinner: sulla parte tecnica già lavoriamo sulle sfumature, gli insegniamo a usare le armi di cui dispone e a Bergamo si è visto. Sa cambiare continuamente velocità alla palla senza nemmeno pensarci: gioca lungo o stretto, ad altezze differenti.


* Massimo Sartori, 52 anni, maestro Fit dal 1993, ha cresciuto sin da ragazzino Andreas Seppi (ha cominciato nel lontano mese di giugno del1995) che ha accompagnato fino al numero 18 del ranking mondiale. Ha lavorato anche con Marco Cecchinato e tanti altri giocatori professionisti. Attualmente lavora al Piatti Tennis Center di Bordighera. Il testo è stato raccolto dalla redazione.

Il resto dell’articolo nel numero in edicola di Tennis Italiano

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